Ricostruzione, sale a 20 miliardi il contributo richiesto dai privati

Sono 27mila le nuove domande per accedere ai fondi per altri 37mila edifici, di cui 4mila in Abruzzo Il commissario Legnini: «Mancano 20mila strutture danneggiate all’appello, prorogata la scadenza»
TERAMO. Altri 27mila cittadini hanno chiesto il contributo per la ricostruzione post sisma del 2016. Tanti sono quelli che hanno prenotato formalmente la richiesta entro la data di scadenza fissata per il 30 settembre. Le nuove richieste riguardano 37mila edifici privati di tutta l’area del cratere, di cui quasi quattromila in Abruzzo, soprattutto nel Teramano, per un totale di 14,5 miliardi di euro di nuovi interventi stimati.
Le 27mila nuove manifestazioni di interesse si aggiungono alle pratiche già presentate agli uffici della ricostruzione, approvate o in fase di approvazione. Complessivamente, quindi, gli edifici interessati dalle richieste di contributo diventano 58.566, per oltre 125mila unità immobiliari e quasi 20 miliardi di euro di interventi di riparazione o ricostruzione stimati. Rispetto agli 80mila edifici dichiarati inagibili dopo le scosse del terremoto del Centro Italia del 2016 e del 2017, quindi, ne mancano ancora circa 20mila all’appello per la ricostruzione. Non tutti i 20mila edifici hanno i requisiti per accedere al contributo, ma la fetta di quelli che invece possono essere finanziati dai fondi per la ricostruzione appare comunque significativa e per diverse ragioni. Per questo, dopo la riunione a Roma della Cabina di coordinamento sisma dei giorni scorsi e vista la grande partecipazione dei cittadini registrata negli ultimi mesi, si è deciso di prorogare al 15 dicembre prossimo il termine per manifestare la volontà ad accedere al contributo per la ricostruzione.
A fornire i numeri e dare la notizia è stata con un comunicato stampa la struttura della ricostruzione post sisma del 2016 guidata dal commissario Giovanni Legnini, nei giorni scorsi impegnato in visite tra i Comuni del cratere abruzzese. «Abbiamo chiesto ai cittadini che non avevano ancora presentato la richiesta di contributo di prenotarla formalmente e hanno risposto in modo massiccio entro il termine previsto», commenta lo stesso commissario Legnini nella nota, «voglio ringraziarli perché è un segno molto concreto della fiducia che viene riposta nella ricostruzione post sisma, finalmente decollata. Oggi sappiamo con certezza quanto lavoro resta da fare per completarla e quante risorse sono necessarie: siamo solo a un terzo del cammino, ma è chiaro che servono maggiori fondi di bilancio, rispetto ai 6 miliardi stanziati, per finanziare quest’operazione».
Il commissario straordinario per la ricostruzione post sisma del 2016 continua poi parlando dei 20mila edifici del cratere che mancano all’appello delle richieste o delle manifestazioni di volontà per il contributo, spiegando il perché della proroga e lanciando anche un appello ai sindaci dei Comuni colpiti dalle scosse. «Non possiamo permetterci di tagliare fuori un numero potenziale così elevato di cittadini, magari anziani, o persone che hanno difficoltà di accesso alle informazioni», aggiunge Legnini, «per questo abbiamo deciso di riaprire il termine per la presentazione delle manifestazioni di volontà. Viene prorogato al 15 dicembre e chiederemo ai sindaci, che si sono già adoperati molto attivamente e che ringrazio, di fare un ulteriore ed ultimo sforzo per raggiungere tutti i cittadini che devono ricostruire a presentare almeno la manifestazione di volontà entro il nuovo termine, decorso il quale il diritto al contributo decade definitivamente. Ricordo che questo è solo un primo passo, al quale dovrà seguire il più velocemente possibile la presentazione del progetto e della Richiesta di contributo agli Uffici della Ricostruzione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

