Rifiuti, l’area montana in crescita: giro d’affari da tre milioni di euro

I dati di bilancio del Mote, società di 21 Comuni, indicano saldo positivo e investimenti per tre impianti Alleanza strategica con la Team per un potenziale da oltre 20 milioni e un bacino di 100mila abitanti
TERAMO. Conti in attivo, investimenti e un’alleanza strategica per ulteriori prospettive di crescita. La gestione dei rifiuti nelle aree interne del Teramano si prepara così a raccogliere la sfida sul futuro che si concretizzerà a partire dall’autunno. È la fotografia scattata dall’approvazione dell’ultimo bilancio del Mote, la società di cui sono soci Teramo e altri 19 Comuni dell’entroterra e che al momento presta i suoi servizi di igiene urbana a dieci di questi centri. I numeri dicono che il fatturato annuo si attesa a circa tre milioni di euro, con un saldo positivo che ha definitivamente invertito la tendenza dopo anni difficili.
«C’è però ancora molto da fare», spiega l’amministratore unico Ermanno Ruscitti, giunto alla conclusione del suo terzo mandato e che in poco meno di un decennio ha guidato la trasformazione dell’ex Corsu da consorzio con mere finalità amministrative in società di servizi per i Comuni che fanno parte del Mote. «Sta andando bene», spiega, «ma si potrebbe fare ancora meglio». Gli utili vanno aumentati e al di là del possibile ritocco delle tariffe l’obiettivo è puntato sull’ampliamento delle commesse per raccolta e smaltimento di rifiuti, attraverso imminenti accordi con altri tre Comuni, ma anche sul potenziamento dell’impiantistica. Sono tre i progetti avviati dal Mote, uno dei quali riguarda la realizzazione di un impianto per la selezione dei rifiuti differenziati. «Superate una serie di difficoltà abbiamo individuato il sito», osserva Ruscitti, «e la procedura sta andando avanti: la realizzazione di questa struttura, che migliora la qualità dei rifiuti da riciclare, porterà indubbi vantaggi anche economici ai Comuni». L’impianto sorgerà in contrada Carapollo, nei pressi della sede operativa della Team, la società in house del Comune di Teramo con la quale il Mote ha stretto di recente un patto operativo. Insieme hanno avviato il percorso amministrativo per la costruzione di un digestore anaerobico dei rifiuti organici per l’estrazione di metano dagli scarti alimentari e biologici. La prospettiva è di creare una sorta di polo ecologico, ma per Ruscitti la vera sfida è quella posta dal riassetto del ciclo dei rifiuti messo in campo dalla Regione tramite l’Agir, che vedrà i servizi affidati e gestiti su scala provinciale. La frammentazione tra più operatori che si dividono il territorio è destinata a sparire e per questo l’alleanza Team-Mote dovrebbe evolvere verso qualcosa di più. «La mia idea che si debba creare uno nuovo soggetto, che prenda la forma di società o altra struttura organizzativa», osserva l’amministratore, «capace di essere attrattivo per altri Comuni». Ruscitti vede in Teramo il ruolo di capofila di un’area vasta da circa 100mila abitanti che possa rivolgersi ai centri della costa e delle altre zone della provincia, sfruttando un potenziale di partenza da oltre 20 milioni di euro.
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