Rimborsopoli: vanno a Roma gli atti su Di Dalmazio

11 Dicembre 2015

TERAMO. E’ un’eccezione di competenza territoriale sollevata dal pm Luca Sciarretta e accolta dal gup Domenico Canosa quella che manda dritta a Roma uno stralcio teramano della Rimborsopoli, la maxi...

TERAMO. E’ un’eccezione di competenza territoriale sollevata dal pm Luca Sciarretta e accolta dal gup Domenico Canosa quella che manda dritta a Roma uno stralcio teramano della Rimborsopoli, la maxi inchiesta sui rimborsi facili che nel gennaio del 2014 aveva portato ad una pioggia di avvisi di garanzia in Regione. Sarà un gup del tribunale romano a decidere se mandare a processo per peculato l’ex assessore regionale allo sviluppo, turismo e ambiente Mauro Di Dalmazio a cui la procura pescarese contesta alcuni rimborsi. La nuova competenza territoriale è stata decisa al termine dell’udienza preliminare che si è svolta ieri mattina durante la quale è stato lo stesso pm Sciarretta, titolare del fascicolo dopo l’invio degli atti dalla procura pescarese, a sollevare l’eccezione davanti al gup e alla difesa di Di Dalmazio rappresentata dall’avvocato Guglielmo Marconi. Gli atti, dunque, saranno trasmessi alla procura romana che dovrà formulare richiesta di rinvio a giudizio su cui poi un gup sarà chiamato ad esprimersi. Il fascicolo iniziale della procura pescarese, che inizialmente contava 25 politici per cui in gran parte c’è stata un’ archiviazione, in questi mesi ha già preso la direzione della Capitale per alcuni degli indagati: per l’ex presidente della Regione Gianni Chiodi e per l’ex presidente del consiglio regionale Nazario Pagano, infatti, già da tempo è stata decisa una nuova competenza territoriale. Sarà la procura di Roma, ad esempio, a giudicare la posizione di Chiodi, mentre quella di Rimini si è occupata dell’ex presidente del consiglio regionale Nazario Pagano. E proprio di recente il gup del tribunale di Rimini ha rinviato a giudizio Pagano accusato di peculato. Secondo le indagini condotte dagli allora pm Giampiero Di Florio e Giuseppe Bellelli (oggi rispettivamente a capo delle procure di Vasto e Sulmona Pagano nel 2014 durante un soggiorno a Rimini, al Grand Hotel, in occasione del Meeting avrebbe pagato la stanza per sé e un'altra persona con la carta di credito della Regione. Un conto da circa mille euro che si aggiungerebbero agli altri circa 14 mila che secondo gli inquirenti abruzzesi l'ex presidente del consiglio regionale avrebbe fatto indebitamente sborsare alla Regione.(d.p.)

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