Rimozione detriti in spiaggia Già spesi quasi 200mila euro

22 Novembre 2017

GIULIANOVA. L’intervento dei consiglieri regionali Giorgio D’Ignazio e Luciano Monticelli, rivolto al governatore D’Alfonso, teso a sollecitare il sostegno economico ai Comuni costieri da parte...

GIULIANOVA. L’intervento dei consiglieri regionali Giorgio D’Ignazio e Luciano Monticelli, rivolto al governatore D’Alfonso, teso a sollecitare il sostegno economico ai Comuni costieri da parte della Regione per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti spiaggiati, trova molto d’accordo l’assessore all’ambiente Fabio Ruffini. Il componente di giunta da tempo chiede la partecipazione sostanziale da parte della Regione alle spese legate ai rifiuti fluviali che approdano sul litorale.
Invoca un principio condiviso da molti: «Il demanio marittimo è gestito dalla Regione che incassa centinaia di migliaia di euro per il rilascio delle molteplici concessioni balneari. Ai Comuni vengono riconosciute solo le briciole. Basterebbe trasferire almeno il 40% del totale in maniera tale che certi costi non vadano a gravare solo su incolpevoli cittadini che risiedono sulla costa». Intanto è stato dato il via libera alla raccolta del legname da ardere presente sull’arenile. «In tal modo», afferma Ruffini, «andremo a risparmiare molti euro nel momento del conferimento in discarica dello spiaggiato». L’assessore fornisce alcuni numeri relativi ai primi sei mesi del 2017 per i conferimenti in discarica dei detriti recuperati sull’arenile. Queste le quantità avviate agli impianti per la pulizia della spiaggia nel periodo febbraio-maggio: legno tonnellate 1.117,73, conchiglie e sabbia tonnellate 893,17 per un costo complessivo di 117.386,60 euro a cui bisogna aggiungere i costi per la vagliatura, raccolta e trasporto: un totale di 189.018,50 euro che dovrebbero essere in parte rimborsati dalla Regione per il dichiarato stato di calamità naturale.
Sul sostenimento dei costi interviene D’Ignazio: «Il mio interessamento non è solo a favore dei comuni costieri abruzzesi, ma per tutto il territorio teramano. L’intervento deve partire dalle realtà dell’entroterra colpite dalle frane, dalle esondazioni dei fiumi che poi riversano i detriti sulla costa. E’ giusto che il sostegno che si chiede alla Regione vada ripartito tra tutte le aree teramane interessate in modo da attivare compiutamente la raccolta dei detriti a monte prima che si giunga allo spiaggiamento degli stessi».
Alfonso Aloisi
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