Riscossioni, si è chiuso il bando Nessuna garanzia ai lavoratori

23 Gennaio 2020

TERAMO. E’ scaduto ieri il bando per l’appalto del servizio riscossioni. Quattro le offerte arrivate in Comune, che saranno vagliate a fine mese dai funzionari. Un bando che lascia l’amaro in bocca...

TERAMO. E’ scaduto ieri il bando per l’appalto del servizio riscossioni. Quattro le offerte arrivate in Comune, che saranno vagliate a fine mese dai funzionari.
Un bando che lascia l’amaro in bocca alla Filcams Cgil che ieri ha diffuso una nota sul mancato inserimento della clausola sociale, che avrebbe garantito una continuità occupazionale alla decina di dipendenti dell’attuale gestore del servizio. «Nonostante anche i due pareri degli studi legali Di Sabatino e Scarpantoni, che avevano formulato un parere positivo sulla possibilità di inserimento delle clausole sociali, e le iniziative sindacali intraprese, il Comune di Teramo ha deciso di non tornare indietro sul bando riscossioni», osserva Mauro Pettinaro, segretario Filcams, «siamo contrariati riguardo questa scelta e chiediamo al sindaco e all’amministrazione comunale il massimo sostegno sulla riassunzione del personale oggi in essere a prescindere da quale sarà l’azienda che si aggiudica la gara».
In una situazione simile anche il Comune di Giulianova: il 10 gennaio il consiglio comunale ha votato l’esecuzione del bando per l’affidamento in concessione del servizio di accertamento e riscossione coattiva di una serie di entrate tributarie ed extra tributarie. «Chiediamo anche al Comune di Giulianova l’inserimento delle clausole sociali perché riteniamo che sia prioritario garantire i livelli occupazionali dei lavoratori coinvolti. Tra il Comune di Teramo e quello di Giulianova sono 10 i dipendenti coinvolti e sarebbe un danno incalcolabile se solo un posto di lavoro andasse perso nel cambio d’appalto», osserva Pettinaro, «per evitare questo avevamo chiesto al Comune di Teramo l’inserimento delle clausole sociali e la stessa attenzione la sottoponiamo al Comune di Giulianova. Ricordiamo, inoltre, che i lavoratori impiegati sugli appalti pubblici rischiano ciclicamente il posto di lavoro se la politica non è attenta alla formulazione dei bandi di gara. Vogliamo dirlo chiaramente: se dovesse passare questo principio ci ritroveremo ogni tre anni (la durata media di un affidamento su un appalto) davanti alla “lotteria del lavoro”. Per questo continuiamo a sostenere tutti gli strumenti atti alla salvaguardia occupazionale e le clausole sociali non sono che una richiesta volta a questi obiettivi. Mandare a casa lavoratrici e lavoratori che per anni hanno svolto un servizio per le amministrazioni pubbliche ci sembra, in questo periodo di crisi, un atto scellerato». E ancora: «Noi non ci arrenderemo e pretendiamo, anche se non sono state inserite, che le clausole sociali al Comune di Teramo vengano applicate ugualmente, mentre facciamo un appello al sindaco e al Comune di Giulianova affinchè le inseriscano nel prossimo bando». (a.f.)
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