Rivoluzione in ostetricia In arrivo tre sale parto

25 Maggio 2015

Mazzini, apre il cantiere per ampliare il punto nascita in vista della chiusura di Atri Area dedicata ai genitori e al bimbo appena nato e un’ala con 15 letti per le puerpere

TERAMO. Iniziano i lavori per le nuove sale parto dell’ospedale di Teramo. Il cantiere è stato aperto mercoledì scorso dalla ditta che eseguirà i lavori, l’Ati composta da “Di Mattia Fiore general services” e da “Zanzi servizi” di Roma.

Ristrutturazione e ampliamento del reparto di ostetricia e ginecologia vengono ritenute imprescindibile dalla direzione generale della Asl visto che la Regione ha deciso di chiudere a ottobre il punto nascita di Atri per cui, si legge nella delibera «aumenteranno sensibilmente le attività delle sale parto e della neonatologia del presidio ospedaliero di Teramo».

I lavori della prima tranche – che dovrebbero concludersi a ottobre – costeranno un milione 228mila euro. Almeno per un paio di mesi l’attività del cantiere non porterà alcuna ripercussione sull’organizzazione dell’attività dell’ostetricia, in quanto si svolge all’esterno. Infatti, parte dell’ampliamento avverrà all’esterno dell’ospedale. Poi, presumibilmente ad agosto, i lavori si sposteranno nelle attuali sale parto. Attualmente, in realtà, ce n’è solo una con due lettini. Ma al termine dei lavori ci saranno tre sale parto indipendenti, anche con una vasca per il parto in acqua. I disagi durante i lavori saranno minimi: le donne in travaglio partoriranno in sala operatoria, in completa sicurezza. «Accanto alle nuove sale parto sarà creata», spiega il primario di ostetricia e ginecologia Anna Marcozzi, «una zona di osservazione post partum con 2 sale in cui la mamma potrà stare un paio d’ore con il marito e il figlio. Una parete sarà a vetri in modo che le ostetriche potranno controllare che tutto vada bene». Il corridoio su cui affacciano le sale parto porterà alle sale operatorie, un collegamento importante in caso di emergenza. Ci sarà una sala operatoria dedicata appunto alle urgenze e quella prettamente ginecologica. «Avremo tutto su un unico piano, con un’ottima logistica, unica in provincia», spiega il primario.

L’optimum si otterrà quando avverrà il trasferimento dell’oculistica, ora sullo stesso piano dell’ostetricia, nel nuovo reparto ormai ultimato al quarto piano. Al posto dell’oculistica al primo piano sarà creata un’ala di degenza puerpere, con circa 15 letti. Non occorrono grossi lavori: solo unire due stante per creare un nido, che così sarà di fronte alla pediatria, rendendo tutto ancor più sicuro e meglio organizzato. Nell’attuale ginecologia resteranno 7-8 letti alla fine della corsia, mentre nella prima parte saranno ricoverate le donne che devono partorire.

La seconda tranche di lavori riguarda la ginecologia. «Le stanze sono ancora a quattro letti e gli impianti sono vecchi», spiega Marcozzi, «siamo l’unico ospedale che ha ancora questo tipo di assetto: le stanze diventeranno a due letti. Invece nell’ala di fronte, dove ora ci sono il nido e le donne che hanno partorito, ci saranno solo ambulatori».

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