Roberta, dalle gare maschili al sogno dell’Europeo femminile

25 Gennaio 2021

La 24enne montoriese Ponziani, che si autofinanzia, ha corso per tanti anni nella categoria uomini Ora è tra le favorite nel campionato Supersport per donne e dice: «Non mi sono mai sentita diversa»

MONTORIO. Non ha mai temuto le occhiate di sfida dei suoi colleghi maschi, che ha affrontato e anche battuto per anni a colpi di accelerazioni e di curve mozzafiato. E con orgoglio è approdata, unica donna abruzzese pilota di motociclette a certi livelli e tra le poche in Italia, al campionato europeo di motociclismo femminile categoria Supersport 300, istituito per la prima volta un anno e mezzo fa. La montoriese 24enne Roberta Ponziani punta a vincere il titolo, forte dei risultati ottenuti nel 2020; in ogni caso rappresenterà, per il secondo anno e in sella alla sua Kawasaki, l’Abruzzo, l’Italia, ma soprattutto la caparbietà delle donne pilota che non si sono arrese nella lotta per vedere riconosciuto il proprio diritto a correre su una moto e in un proprio campionato. Una scia rosa colorerà i circuiti del Vecchio continente come simbolo di un mondo sportivo che è riuscito a superare gli stereotipi di genere e al quale Roberta e le sue colleghe hanno dato un contributo importante, imponendo la propria presenza e dimostrando il proprio valore nelle gare con i maschi.
È una storia da sogno e di sogni quella della giovane e talentuosa pilota che da Montorio è arrivata a conquistare titoli nazionali ed europei in sella prima alla minimoto e poi alla motocicletta, le sue amiche di tante avventure sportive e di traguardi vittoriosi. «Da piccola ho visto “girare” per la prima volta una minimoto, l’ho provata ed è stato un autentico colpo di fulmine», racconta, «e per anni ho corso in questa categoria in competizioni maschili. All’inizio vedevo gli sguardi di perplessità, ma poi ho dimostrato in pista di andare forte e alla fine si sono abituati alla mia presenza. Non mi sono mai sentita diversa da loro e sono diventata ben presto una loro collega».
In famiglia la chiamano affettuosamente Ciapippi e l'hanno sempre appoggiata. «Non hanno mai tentato di distogliermi dalla mia passione, anzi mi hanno sempre sostenuta e mio padre Roberto mi segue in ogni gara», prosegue, «a loro dedico ogni mia vittoria e li ringrazio perché mi hanno lasciato essere me stessa e inseguire i miei sogni».
Con il numero 96, il suo anno di nascita e il suo portafortuna, Roberta ha vinto, con le minimoto, il campionato italiano e si è classificata seconda in quello europeo e nel trofeo Simoncelli, sfidando sempre colleghi maschi. Nel 2017 è passata alla motocicletta e ha partecipato per tre anni consecutivi con il team Yamaha al campionato italiano R3, nella prima edizione come unica presenza femminile e nelle successive insieme ad altre concorrenti, imponendosi prima della categoria. Oggi è una delle poche rappresentanti italiane nell’Europeo femminile dove nel 2020 si è classificata terza e punta, quest’anno, al primo gradino del podio. Nella sua nuova scuderia, la “E&E Prodina Test Team”, è l'unica donna in una squadra di maschi che gareggiano in altri campionati.
Roberta, che a Montorio lavora nel forno di famiglia, ad esclusione dell’aiuto di qualche sponsor si è sempre autofinanziata, facendo tanti sacrifici e spostandosi per gli allenamenti in varie parti d’Italia. È un’ambasciatrice della forza delle donne nello sport, che ha il desiderio che vengano istituiti campionati rosa per tutte le categorie, ma ancor di più di approdare al Motomondiale. «Andare sulla due ruote ad alta velocità mi genera adrenalina pura», dice ancora, «l’emozione che si prova nel correre, come se avessi le ali, mi rende felice e ogni sacrificio viene ripagato. La mia esperienza è un esempio per tutte le donne, è il segno che non ci sono limiti che non si possono superare e sogni che non si possono avverare contro differenze di genere e stereotipi. Basta volerlo e soprattutto dobbiamo sempre credere in noi stesse».
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