Roseto, disabile resta senza busto perché l’addetto Asl è in malattia

4 Agosto 2016

ROSETO. Cade e si frattura alcune vertebre ma non può avere il busto dalla Asl, nonostante ne abbia diritto, perché l’impiegato addetto è in malattia. È il calvario che è stata costretta a vivere una...

ROSETO. Cade e si frattura alcune vertebre ma non può avere il busto dalla Asl, nonostante ne abbia diritto, perché l’impiegato addetto è in malattia. È il calvario che è stata costretta a vivere una disabile di Roseto già affetta da una patologia degenerativa, pertanto bisognosa di assistenza costante che le assicura il marito. Nonostante la presenza costante del coniuge, qualche giorno fa la donna ha subìto un brutto trauma a seguito di una banale caduta che le ha procurato la frattura di alcune vertebre. A questo punto sono iniziati i suoi viaggi all’ospedale di Giulianova, naturalmente accompagnata dal marito, per accertare il danno e stabilire una terapia adeguata. «I medici hanno disposto di indossare un busto», racconta il marito della donna infortunata, «per avere il quale bisognava però passare attraverso l’ufficio addetto che si trova sempre a Giulianova».

Una normale prassi burocratica, indispensabile per ottenere gratuitamente il presidio medico di cui la signora ha diritto per le sue condizioni di disabilità provocate dalla malattia. Ma una volta arrivati davanti alla porta dell’ufficio in questione la sorpresa: chiuso per malattia dell’operatore. «Mi hanno spiegato che l’unico addetto era malato», racconta ancora il marito della donna, «e che non si sapeva quando sarebbe rientrato. Siamo andati diverse volte a Giulianova, ma il cartello era sempre lì, così abbiamo fatto l’unica cosa possibile: abbiamo acquistato il busto a nostre spese, visto che mia moglie non poteva farne a meno. Mi chiedo: possibile che un servizio così delicato e importante sia affidato a una sola persona? Per fortuna noi siamo riusciti a risolvere la situazione con le nostre forze, ma penso ai numerosi disabili e anziani costretti a rivolgersi allo stesso sportello: cosa ne sarebbe stato di loro se si fossero trovati in una situazione simile?».

Federico Centola

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