Roseto, il Pd: la tassa di soggiorno non serve a risanare il bilancio

La maggioranza comunale insiste: «È un contributo di scopo, sarà usato per promuovere il turismo» Gli operatori continuano ad essere contrari: «Dov’è stata introdotta le presenze sono diminuite»
ROSETO. Il sindaco Sabatino Di Girolamo ieri, insieme al consigliere Marco Angelini, ha fatto visita alla Ttg di Rimini, la grande fiera internazionale del turismo, dove erano presenti anche alcuni albergatori rosetani. Il primo cittadino si è confrontato con loro su tanti argomenti, senza accennare però alla tassa di soggiorno. «Ho avuto con gli albergatori uno scambio di idee molto proficuo sui problemi della promozione turistica in Abruzzo in generale, e a Roseto in particolare», spiega Di Girolamo, «con molta modestia, ho chiesto loro di illustrarmi le criticità e le opportunità, con la sola intenzione di capire e di imparare da chi lavora nel settore come si fa una attività di promozione e quale ruolo può avere il Comune per un’azione più efficace. Mi hanno fatto capire, soprattutto, cosa non va nelle iniziative messe in campo finora per far conoscere fuori regione, e all’estero, l’Abruzzo e Roseto».
Per giovedì 19 ottobre è previsto l’incontro con le associazioni, per parlare di promozione del territorio e dell’introduzione (quasi certa) della tassa di soggiorno. Allo stand Abruzzo era presente anche Giuseppe Olivieri, presidente di “Roseto incoming” (associazione operatori turistici), che si è confrontato sull’argomento tassa di soggiorno con i suoi colleghi delle altre regioni italiane. «Ho parlato con alcuni campeggiatori del nord Italia», dice Olivieri, «e, dove hanno inserito la tassa di soggiorno, si è registrato un calo notevole di presenze. Si deve essere pronti come città a offrire determinati servizi per poter introdurre l’imposta ma Roseto non è pronta. Ho detto al sindaco di riflettere insieme e di preparare la città, poi magari si può parlare di tassa di soggiorno».
Secondo il punto di vista della maggioranza comunale targata Pd, però, l'imposta di soggiorno ipotizzata inciderebbe mediamente, si legge in una nota, «per l'uno per cento sulle tariffe degli alberghi. Sulle tariffe appunto, e non sugli utili. Ed è questa la ragione per cui è stato introdotto il discorso sull'argomento, in tempo utile affinché gli albergatori possano avere il tempo di adeguare le tariffe all’istituzione del contributo di soggiorno». Il Pd sottolinea che la tassa non c’entra con il risanamento del bilancio comunale, che verrà portato avanti in altri modi, ma servirà a creare «un fondo da utilizzare per iniziative condotte all'unico scopo di promozione del turismo e dell'immagine della città di Roseto (quindi eventi, manutenzione del territorio, iniziative promozionali), così come previsto dalle disposizioni legislative, che la definiscono appunto come un contributo di scopo». L'amministrazione «si aspetta dagli albergatori non soltanto critiche ma collaborazione nel fornire indicazioni sulle modalità, sui tempi, sugli obiettivi e sulle iniziative che il Comune deve intraprendere, di concerto con gli operatori, a sostegno della categoria e del settore turistico».
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