Roseto, stanziato mezzo milione per salvare la spiaggia a nord

25 Marzo 2020

Ci sono i fondi della Regione, ma anche nella riserva del Borsacchio i lavori inizieranno a fine anno Il Comune rinnova l’estensione della concessione al Lido d’Abruzzo. Ciutti: «Situazione difficile»

ROSETO. Cinquecentomila euro circa per i lavori di rinforzo delle scogliere a nord del torrente Borsacchio dove c'è un grave problema di erosione da diversi anni. È la cifra stanziata dalla Regione Abruzzo circa un mese fa, ma gli interventi non saranno immediati. «Tra la fine del 2020 e l'inizio del 2021 dovrebbero fare questi lavori», dice Bruno Ciutti, titolare del villaggio turistico “Lido d'Abruzzo”, «si tratta in concreto di rialzare le scogliere, lì da circa 30 anni, che nel corso del tempo si sono abbassate, provocando un’erosione che ha danneggiato me e gli altri tre camping presenti».
Per ovviare a questo problema, da circa 15 anni, il Comune concede l'estensione della spiaggia verso nord alla ditta Tris Srl, della quale Ciutti è il legale rappresentante. L’arenile del Lido d’Abruzzo, dunque, durante l’estate ha un fronte mare di circa 350 metri e una profondità di soli 6 metri, e una parte di esso occupa una porzione della riserva del Borsacchio, nella zona di fronte alla pineta Mazzarosa: nella delibera di giunta comunale del 23 marzo si legge che «l’ampliamento, che ricade all’interno della riserva naturale guidata del Borsacchio, non rientra tra le attività vietate all’interno della riserva stessa, come elencati nel comma 19 dell’articolo 69 della legge regionale 6 del 2005, ma si rende necessario adottare opportuni accorgimenti affinché non vengano alterate le caratteristiche naturali dei luoghi». Tra le prescrizioni da rispettare c’è la verifica dell’effettivo arretramento dell’arenile e la conseguente necessità di ampliamento del fronte di concessione, la verifica dell’eventuale presenza sui luoghi di specie vegetali spontanee o di nidificazioni di specie protette e la pulizia dell’arenile che deve essere effettuata senza l’uso dei mezzi meccanici. Tutti i titolari dei camping a nord, però, attendono i lavori per le scogliere perché la spiaggia è ridotta a 6 metri di profondità e le mareggiate invernali provocano ingenti danni ai recinti dei camping e del villaggio turistico. «Io come gli altri proprietari», aggiunge Ciutti, «siamo stati costretti a mettere dei massi in cemento per contenere la forza del mare ed evitare che i recinti si danneggino».
Inoltre Ciutti evidenzia le difficoltà per lui e le altre attività ricettive, in vista della stagione estiva, per le conseguenze dell’emergenza coronavirus. «Spero che il governo intervenga con misure concrete per le imprese», precisi, «io per esempio ho un villaggio grande e già a febbraio iniziamo a lavorare. Avevo 12 dipendenti, ma ora ne è rimasto solo uno, e le prenotazioni faticano ad arrivare. Tanti sono nella mia stessa situazione e le conseguenze di questo periodo potrebbero essere molto gravi se non si interviene». Si prospetta i una stagione estiva con una flessione del 50% delle presenze rispetto agli anni precedenti.
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