Ruzzo, anche i tancrediani nella fazione che critica Forlini

5 Luglio 2016

Di Sabatino stronca a nome del suo gruppo e dell’Ncd il bilancio firmato dall’attuale presidente sostenuto invece da Gatti. Il segretario del Pd: «Noi siamo pronti a confermarlo compatti»

TERAMO. Le due anime della maggioranza del sindaco Brucchi si sono riproposte spaccate ieri sera alla riunione dei sindaci di centrodestra convocati per decidere le sorti della governance del Ruzzo. Da un lato Paolo Gatti e le ragioni di un risanamento per cui il presidente dell’acquedotto Antonio Forlini andrebbe riconfermato. Dall'altro Alfonso “Dodo” Di Sabatino Martina che faceva le veci di Tancredi assente, quindi in rappresentanza del suo gruppo e di Ncd. Gattiani da un lato, tancrediani dall'altro e una sola consapevolezza: la partita sul Ruzzo si gioca su margini equilibratissimi, con uno o due voti di differenza. Assente il sindaco Maurizio Brucchi, ufficialmente impegnato per visite, ma forse conscio dell'importanza politica del silenzio. Assenti non giustificati anche i sindaci di Sant'Egidio, Corropoli e Colonnella. Non è stata invitata Torricella il cui sindaco Daniele Palumbi non è più ritenuto di centrodestra.

Dodo Di Sabatino, che nella mattinata di ieri ha rappresentato a Brucchi le ragioni per chiedere una riflessione sul Ruzzo e proporre come alternativa alla presidenza Giancarlo Di Lucanardo, ha dichiarato al Centro il suo secco no alla possibilità di ottenere, in alternativa, una rappresentanza in Teramo Ambiente. E sull’incontro di ieri sera ha dichiarato: «Ho cercato di instillare dei ragionevoli dubbi ai sindaci sul fatto che i numeri del bilancio firmato Forlini non rispondono a criteri di economicità, efficienza ed efficacia. Mi è sembrato che alcuni siano aperti a porre questi dubbi». Il riferimento è al sindaco di Campli Pietro Quaresimale, ma Di Sabatino ripone fiducia anche nei sindaci di Alba Adriatica Tonia Piccioni e di Martinsicuro Paolo Camaioni. Diversa la lettura di Gatti, che ha confermato dubbi solo per Quaresimale rimandando a nuove riunioni «viste anche le spaccature interne al centrosinistra». Il riferimento è ai sindaci della Vibrata di Dino Pepe ma non solo.

Intanto, Forlini incassa nuovi consensi. Dopo il plauso di Gianni Chiodi su Facebook alla difesa del presidente fatta da Confindustria, anche il segretario provinciale del Pd Gabriele Minosse ha manifestato apprezzamento pur riservandosi di aspettare i "suoi" sindaci con cui si confronterà in settimana. «Mi sembra che al Ruzzo Forlini abbia svolto un ottimo da lavoro. Parlo a titolo personale, ma penso che sia opinione condivisa anche dai sindaci del Pd. Tuttavia se ci saranno dei distinguo ne parleremo e faremo sintesi. Ma non ho dubbi che si arrivi compatti alla conferma di Forlini». Minosse però non lesina polemiche: «Credo che le perplessità su Forlini nascano da chi ha capito che con questo manager è finita l'era dei favoritismi che passavano per la gestione degli appalti al Ruzzo. Adesso per affidare i lavori si fanno gare, ci sono computi metrici, cose che forse non piacciono a chi vuole fare del Ruzzo uno strumento di gestione clientelare».

Minosse ha chiarito anche le incertezze che ruotano intorno al nuovo sindaco di Roseto, che esprime due voti importanti. Le incertezze derivano dal fatto che Forlini è considerato manager vicino a Giulio Sottanelli, mentre il sindaco fa riferimento a Tommaso Ginoble notoriamente antagonista di Sottanelli. «Qui non sia parla di rivalità politiche, ma di acquedotto e della sua importanza per il territorio», ha detto Minosse. «Sono certo che se i sindaci stabiliranno di confermare Forlini, Di Girolamo darà il suo contributo». Intanto proprio Di Girolamo frena dichiarazioni anticipate sull'argomento: «E' una cosa di cui non mi sono occupato perché sono stato impegnato a comporre la nuova giunta e sabato dovrò insediarmi. E' una riflessione che devo ancora fare».

Marianna De Troia

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