Scaricati al gelo dalle ambulanze Vietato usare il pronto soccorso

23 Marzo 2018

TERAMO. Impossibile utilizzare la “camera calda” del pronto soccorso per riparare dalle intemperie i pazienti trasportati in ambulanza in ospedale per eseguire prestazioni o semplicemente per...

TERAMO. Impossibile utilizzare la “camera calda” del pronto soccorso per riparare dalle intemperie i pazienti trasportati in ambulanza in ospedale per eseguire prestazioni o semplicemente per riportare a casa in ambulanza i ricoverati.
«Abbiamo letto la risposta della direzione sanitaria della Asl alla nostra segnalazione dei disagi riguardo il nuovo ingresso, ma quello che era assicurato non è vero». A parlare è Donato Ciaffoni, direttore tecnico di Farnese soccorso. Dal 1° marzo le ambulanze che portano al Mazzini malati per eseguire terapie, visite e prestazioni strumentali si devono incolonnare in uno stretto percorso e “scaricare” il malato sul lato sinistro del corpo centrale dell’ospedale (guardando l’ingresso). I problemi segnalati sono due: non c’è una tettoia che ripari i malati dalle intemperie e le ambulanze sono costrette a fare lunghe file perchè si incolonnano e non possono uscire dalla coda per la presenza di paletti. La Asl però ha risposto che in caso di intemperie le ambulanze possono ancora usare il “vec chio” e riparato ingresso dal pronto soccorso rilevando una «ostilità» al cambiamento da parte delle associazioni di volontariato.
L’ambulanza di Farnese soccorso, che ieri doveva riportare a casa una malata dimessa da un reparto, forte della rassicurazione della direttrice sanitaria Maria Mattucci sulla stampa è andata all’ingresso del pronto soccorso. «Abbiamo detto che ci doveva essere una circolare che ci autorizzava a usare quell’ingresso riparato in caso di intemperie ma la guardia giurata ci ha detto che non risultava alcun avviso nè circolare. Non contenti ci siamo rivolti a un infermiere che ci ha detto che non ci sono disposizioni al riguardo dei vertici aziendali», racconta Ciaffoni, «e siamo pure stati trattati bruscamente, quasi avessimo voluto fare i furbi. In realtà siamo noi a sentirci presi in giro, e più di noi i pazienti che, nonostante le rassicurazioni, sono costretti a fare un tragitto esposti alle intemperie. E ieri c’erano 2 gradi, una temperatura certamente non salutare per una persona in gravi condizioni che lascia l’ospedale». (a.f.)
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