Scatta l’allarme tra i pescatori: «No alle telecamere sulle barche»

Un regolamento dell’Unione Europea prevede l’installazione su imbarcazioni superiori ai 18 metri Il delegato della Federpesca Staffilano: «Soluzione che vuole monitorare l’attività, lesiva della dignità»
GIULIANOVA. Nuovo allarme fra i pescatori giuliesi che dicono no alle telecamere.
Sono preoccupati gli armatori, finiti ancora una volta nel mirino dell’Unione Europea, a causa di un regolamento che prevede l’obbligo di installazione delle telecamere sulle barche superiori ai 18 metri, in modo da riprendere l’attività lavorativa quotidiana. «Questa soluzione ci appare lesiva della dignità dei lavoratori del settore ittico, che li vuole tenere sotto osservazione e monitorati», afferma il presidente regionale di Federpesca Vincenzo Staffilano, «oltre a una forma di violazione della privacy; un settore, peraltro, già vessato dalle problematiche legate prima al Covid, poi al caro gasolio, che attualmente viaggia intorno agli 85 centesimi ed è quindi ancora elevato». Nel porto di Giulianova sono due le imbarcazioni ormeggiate superiori ai 18 metri, che rischiano di subire questo trattamento: dopo il controllo sulle dimensioni delle reti, sulle taglie dei pesci, ora è la volta dei sistemi di registrazione da installare a bordo.
Le prospettive per la marineria giuliese quindi non sono rosee: ad essere più colpita è la pesca con lo strumento dello strascico, destinata a scomparire entro il 2030, stando a quanto stabilito da Bruxelles.
«Una misura che sembra favorire i paesi del Nord Europa, ma che penalizza fortemente il nostro mare Adriatico, habitat per pesci di più piccole dimensioni», sottolinea il dirigente regionale di Federpesca, «la motivazione per la quale l’Europa vuole abolire la pesca a strascico è l’impatto ambientale e i danni che tale sistema provoca ai fondali marini: fra qualche anno, ci ritroveremo nel nostro porto, oltre alle vongolare, solo le imbarcazioni della piccola pesca e le volanti per la cattura del pesce azzurro, con il risultato che sulle nostre tavole porteremo quasi esclusivamente prodotti d’importazione». Nei giorni scorsi, il consigliere regionale Dino Pepe ha avuto un incontro con i marittimi giuliesi per discutere delle problematiche relative alla pesca e al porto, come l’insabbiamento, il contributo “Ucraina” che le altre regioni italiane hanno già erogato, mentre l’Abruzzo non ancora.
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