Scontri a Giulianova tra i tifosi giallorossi e quelli del Lanciano

14 Marzo 2022

E il Miano accusa: «Insulti razzisti a un nostro giocatore, se la Federcalcio non li punirà ritireremo la squadra»

GIULIANOVA. Più che un vero e proprio scontro, è stata una rimpatriata tra vecchi nemici condita da insulti, sfottò, spintoni e qualche tentativo di mollare un calcio o un pugno. Si sono fronteggiati così, ieri pomeriggio all’esterno dello stadio Rubens Fadini, due gruppi di tifosi del Giulianova e del Lanciano, evidentemente desiderosi di rinverdire una rivalità che risale ai tempi d’oro della serie C. Nel più modesto palcoscenico del campionato di Eccellenza le misure di sicurezza sono limitate e questo ha permesso ad alcuni ultrà giuliesi, prima del match, di “accogliere” liberamente l’arrivo dei lancianesi nel piazzale a ridosso della curva ospiti. Ne sono scaturiti momenti di tensione, con parte degli ultrà giuliesi accorsi dalla curva ovest a dare manforte ai compagni, ma non si è andati oltre un’antologia di insulti e qualche contatto fisico. L’arrivo dei carabinieri e di alcuni uomini della Digos ha separato le opposte fazioni. Nessuno è rimasto ferito, al momento non ci sono denunciati: le riprese fatte dal cineoperatore della questura serviranno a vedere se qualcuno dei coinvolti meriterà un Daspo.
Un brutto episodio di violenza verbale a sfondo razzista è stato denunciato dal presidente del Miano calcio Ennio Pirocchi. Nel finale della partita di Promozione che la squadra della frazione di Teramo ha perso a Silvi, riferisce Pirocchi, «un calciatore di casa ha ripetutamente apostrofato il nostro Moustapha Ndoye (ragazzo senegalese classe 2002, ndr) con “negro di merda”. Ndoye ha reagito e protestato con l’arbitro Elena Bomba ed è stato espulso. Un altro nostro calciatore, Tiziano Maselli, ha preso le difese del compagno, si è spintonato con il giocatore autore degli insulti e l’arbitro li ha espulsi entrambi. Maselli ha anche preso uno sputo in faccia da uno spettatore. Dopo tutto questo abbiamo faticato a convincere i ragazzi a riprendere il gioco, mentre Moustapha piangeva come un bambino. Ho chiamato i vertici della Federcalcio regionale: il Miano si augura che questi fatti vengano scritti nel referto arbitrale e puniti severamente, altrimenti ritireremo la squadra perché significa che non si può più giocare al calcio».(d.v.)
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