Scontro in vista Di Bonaventura-D’Alonzo

Per ora sono i candidati più accreditati, ma potrebbero spuntare altri nomi. Le elezioni dovrebbero tenersi il 14 ottobre
TERAMO. Chiuso il capitolo elettorale al Comune di Teramo, se ne apre subito un altro. Quello della Provincia. E’ ormai molto probabile che le elezioni si terranno il 14 ottobre: il governo vuole riunire in un’unica data le elezioni per gli enti, come quello di Teramo, in cui la scadenza del presidente è prevista a ottobre e quella del consiglio a gennaio 2019.
Il 14 ottobre è una data poi non così lontana, che dà un’accelerata a tutta una serie di movimenti che sono in atto già da tempo, ma sotto traccia. Attualmente i nomi in campo sono due, entrambi di sindaci, visto che la legge è cambiata e possono ambire al ruolo di presidente della Provincia solo primi cittadini. E che non siano in scadenza (devono mancare almeno 18 mesi alle elezioni comunali).
Per il centrodestra il nome più ricorrente e su cui pare si concentri il maggior numero di consensi è il sindaco di Notaresco Diego Di Bonaventura. Il delfino di quello che è stato l’ultimo presidente eletto della Provincia, Valter Catarra, recentemente scomparso, è stato confermato nell’ultima tornata elettorale.
Più fluida la situazione nel centrosinistra. Il nome più ricorrente è Giuseppe D’Alonzo, sindaco di Crognaleto. Riconfermato per la terza volta nel 2017, è vicino a Tommaso Ginoble ed è stato anche candidato alle ultime regionali. Ma nel centrosinistra c’è una variabile non da poco. Trattandosi di elezioni di secondo livello – a votare non saranno i cittadini ma i consiglieri comunali – bisogna fare i conti con l’enorme peso specifico del Comune di Teramo e della sua nuova amministrazione. Con il voto ponderato Teramo può eleggere due consiglieri provinciali o forse anche tre (sarebbero necessari 21 voti secchi, giusto quelli della maggioranza in consiglio più il sindaco). Non è un caso, dunque, se qualche giorno fa il sindaco Gianguido D’Alberto è stato invitato in occasione di un evento a Crognaleto: sarà stata l’occasione per parlare della “partita Provincia”. L’ostacolo è che D’Alonzo, e l’area del Pd di cui fa parte, ha in qualche modo preso le parti per uno dei rivali di D’Alberto, che non a caso ora siede all’opposizione, Giovanni Cavallari. Senza considerare che il sindaco di Teramo è espressione di una coalizione civica – di cui certo fa parte anche il Pd – quindi è svincolato da fare ragionamenti in ottica di partito. Più probabile che cerchi una soluzione per arrivare a far ottenere alla città il peso maggiore possibile nell’ente.
Un altro dato è che le elezioni in Provincia potrebbero essere utili per attenuare tensioni derivanti dalle nomine in giunta a Teramo. Ad esempio una delega pesante o la vicepresidenza in Provincia per Maurizio Verna, a cui il ruolo di capogruppo in Comune sta decisamente stretto, potrebbe placare gli animi.
Non è detto poi che D’Alonzo resti l’unico dei candidati. Uno che potrebbe ambire al ruolo è il sindaco di Castellalto Vincenzo Di Marco, attualmente consigliere con delega. Ma anche in questo caso il recente avvicinamento alle posizioni di Ginoble, e quindi di Cavallari, potrebbe non facilitarlo con l’amministrazione teramana. O, paradossalmente, le elezioni in Provincia e un eventuale accordo, potrebbero essere occasione di riavvicinamento per i due schieramenti al Comune di Teramo. Che, però, non è l’unico ad avere un peso: con il voto ponderato anche le amministrazioni di centrosinistra di Giulianova, Roseto e Pineto avranno un ruolo.
In definitiva i giochi sono in corso, da entrambe le parti, e si potrebbe prevedere l’entrata in campo di outsider come il sindaco di Civitella Cristina Di Pietro che potrebbe rimescolare le carte in entrambi gli schieramenti.
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