Scontro sul distretto sanitario: la seduta finisce tra gli insulti

18 Novembre 2022

Teresa Ginoble a Nugnes: «Non hai lo spessore per fare il sindaco». La replica: «Sei una perdente» Alla fine l’intera maggioranza esce dall’aula e la mozione della consigliera non viene votata

ROSETO. Scontro verbale in aula, nel consiglio comunale straordinario sul distretto sanitario di base, tra il sindaco Mario Nugnes e la consigliera di opposizione Teresa Ginoble, la cui mozione sul Dsb non è stata votata per mancanza di numero legale in seguito all’uscita dall’aula da parte del sindaco e di tutti i consiglieri di maggioranza. Ora, probabilmente, si dovrà riportare la mozione come primo punto all'ordine del giorno nel prossimo consiglio comunale.
Il consiglio in realtà stava procedendo bene: si era raggiunto anche un accordo per rimodulare la mozione e poi tornare in aula per votarla all'unanimità, e per questo il consigliere Sabatino Di Girolamo, durante le dichiarazioni di voto, ha chiesto la sospensione del consiglio per una conferenza dei capigruppo. «Si stava cercando di fare una mozione unitaria», spiega Di Girolamo, «che chiedesse la piena attuazione del protocollo d’intesa del 2019 tra il Comune e la Asl, ferma restando la Casa di comunità hub come primo lotto funzionale». Il primo cittadino e la presidente del consiglio comunale Gabriella Recchiuti, però, hanno ritenuto di non sospendere il consiglio perché, a loro avviso, non si potrebbe fare durante le dichiarazioni di voto. Qui si sono scaldati gli animi: Ginoble ha detto a Nugnes che «non ha lo spessore per fare il sindaco» perché, secondo la consigliera, avrebbe tranquillamente potuto sospendere il consiglio. Fuori microfono poi ci sono state accuse reciproche: Nugnes ha detto a Ginoble che non è stata votata dai cittadini e che, quindi, «è una perdente» e Ginoble, durante l’intervento, ha risposto al sindaco Nugnes che, per il suo atteggiamento, «lui è un perdente, e non certo un vincente».
A parte questo epilogo ci sono stati interventi interessanti tra il pubblico, dove erano presenti ex consiglieri comunali del Partito democratico, tra i quali Adriano De Luca e Salvatore Celestino, i due medici che nel 2019, insieme all’ex sindaco Di Girolamo, si spesero molto per il protocollo d’intesa. De Luca ha attaccato Nugnes e ha posto dubbi sulla Casa di comunità dicendo che «quando si scioglierà la neve verrà fuori qualcosa di poco gradevole», mentre Celestino ha evidenziato la differenza tra i servizi offerti dalla Casa di comunità e i servizi previsti dai distretti sanitari di base, precisando che «con il distretto si sarebbe portata la medicina sul territorio alleggerendo gli ospedali». Spazio Civico, con un comunicato, rileva di «non comprendere il perché avremmo dovuto dire di no alla proposta della Asl di Teramo che, mettendo sul piatto quattro milioni di euro del Pnrr, realizzerà una Casa di comunità hub e una Centrale operativa territoriale, e l’attuale distretto avrà un ruolo centrale nell’organizzazione». I consiglieri di opposizione Giuseppe Bellachioma, Francesco Di Giuseppe e Rosaria Ciancaione sono concordi sulla realizzazione della Casa di comunità, ma anche sul fatto che dovrà essere garantita con l’impegno di tutto il consiglio (in particolare lo ha evidenziato Di Giuseppe) anche la realizzazione di una Rsa per anziani. Bellachioma ha chiesto se ci fosse o meno il progetto della Casa di comunità, e il sindaco ha risposto che «è in fase di realizzazione».
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