Scontro sulla stagione di prosa al Comunale Il sindaco: «La Riccitelli avrà il suo spazio»

Non sono stati solo gli effetti del terremoto a vivacizzare il consiglio comunale. Nella seduta di ieri il dibattito è stato animato anche da un tema considerato di scarsa rilevanza di termini di...
Non sono stati solo gli effetti del terremoto a vivacizzare il consiglio comunale. Nella seduta di ieri il dibattito è stato animato anche da un tema considerato di scarsa rilevanza di termini di consenso elettorale: la cultura. Sia Gianluca Pomante (nella foto), dai banchi dell’opposizione, che Alessandro Di Berardino, da quelli della maggioranza, hanno riportato in aula la questione emersa nei giorni scorsi della stagione teatrale. Il problema vede contrapposti l’Acs, Abruzzo circuito spettacolo che da luglio ha assunto la gestione del cineteatro Comunale, e la Riccitelli che non trova spazio nella nuova programmazione di utilizzo della sala per il proprio consolidato cartellone di spettacoli di prosa. Le sollecitazioni da parte di entrambi i consiglieri hanno spinto il sindaco Maurizio Brucchi a confermare che la struttura di proprietà dell’ente non resterà preclusa alla proposta della storica società promotrice di concerti e rappresentazioni teatrali. «La Riccitelli avrà il suo spazio», ha tenuto a precisare il primo cittadino, «non si può cancellare una stagione di prosa con oltre duemila abbonati». Brucchi auspica ancora un’intesa con il nuovo gestore. «Il contratto riserva al Comune alcune giornate di uso del cineteatro», ha sottolineato durante la seduta di ieri, «ma non vorremmo arrivare all’adozione di provvedimenti drastici». Il conflitto nato sulla gestione della struttura a detta di Pomante è il frutto del pasticcio combinato dall’amministrazione in fase di affidamento dell’incarico. La recente candidatura di Teramo a capitale italiana della cultura, secondo lui, è grottesca. «Siti archeologici e musei sono inaccessibili», ha fatto notare, «non c’è alcuna programmazione». Per questo l’unica candidatura possibile per l’amministrazione sarebbe quella a «capitale della zappa». (g.d.m.)

