Scuola antisismica, gli indagati: «Atti regolari, lo dimostreremo»

Sotto accusa sono i dirigenti comunali Bernardi e Cimini, gli imprenditori Abbatescianni e Di Carlo e il direttore dei lavori Mariotti. La Procura contesta anche l’illecito amministrativo alle società
TERAMO. I cinque indagati nell’inchiesta per la scuola antisismica di Colleatterrato Basso respingono le accuse contestate dalla Procura. Lo fanno tramite i loro avvocati tutti concordi nel dire che gli atti seguiti «sono stati fatti nel totale rispetto delle regole».
Gli indagati sono Remo Bernardi, dirigente dell’ area 6 Lavori pubblici e manutenzione del Comune; Gianni Cimini, attualmente dirigente dell’area 7 Ricostruzione, pianificazione sostenibile e rigenerazione della città e all’epoca dei fatti (e in questa veste indagato) responsabile unico del procedimento riguardante l’appalto per l’affidamento dei lavori della scuola; gli imprenditori Ennio Abbatescianni, nella sua veste di legale rappresentante di “Linea Informatica srl” e Remo Di Carlo, legale rappresentante di “Sife Srl”, le due società che all’epoca hanno costituito l’Ati, l’associazione temporanea di imprese, per l’appalto della scuola, e l’architetto Stefano Mariotti nella sua veste di direttore dei lavori. Le accuse ipotizzate dalla Procura sono l’abuso d’ufficio, la turbata libertà degli incanti e la truffa. Il pm Stefano Giovagnoni (titolare del fascicolo che nei giorni scorsi ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini con atti già notificatii) contesta l’abuso d’ufficio ai dirigenti del Comune e agli imprenditori. A questi ultimi due, inoltre, contesta anche i reati di turbata libertà degli incanti e truffa. Reato, solo quest’ultimo, che viene contestato a Mariotti. Dice l’avvocato Renzo Di Sabatino, legale di Bernardi: «Tutti gli atti posti in essere da Bernardi hanno avuto come unico obiettivo quello di realizzare e completare una scuola importante per la città di Teramo a fronte di un appalto che sicuramente aveva problemi. Tutti gli atti sono stati compiuti nella legittimità come dimostreremo nella memoria difensiva che presenteremo in Procura». Sulla stessa lunghezza d’onda l’avvocato Luca Macci che assiste Cimini: «Siamo convinti di aver operato nel totale e pieno rispetto delle regole. Avremo modo di dimostrarlo nelle sedi opportune». Così l’avvocato Carlo Menna, difensore di Abbatescianni: «Abbiamo letto le accuse e ritengo che il mio assistito sia assolutamente esente da colpe». Va detto che la Procura contesta anche l’illecito amministrativo alle due società che hanno costituito l’Ati. Dopo la firma dell’avviso di conclusione gli indagati hanno venti giorni per presentare memorie difensive o chiedere di essere ascoltati. Trascorso questo tempo il pm deciderà se fare richiesta di rinvio a giudizio o di archiviazione.
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