Scuolabus gratis solo a europei: la delibera finisce in tribunale

25 Settembre 2022

L’Arci regionale e l’associazione per gli studi sull’immigrazione presentano ricorso al giudice civile «È discriminazione razziale, la misura contrasta con gli ordinamenti nazionali e internazionali»

MONTORIO AL VOMANO. La delibera del Comune di Montorio sul trasporto gratuito riservato agli studenti con almeno un genitore italiano o comunitario arriva in tribunale. L’Asgi – l’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione – e l’Arci regionale hanno depositato un ricorso alla sezione civile del tribunale di Pescara contestando la discriminazione sul trasporto scolastico e anche sul servizio refezione: l’udienza è fissata il 2 dicembre. A renderlo noto sono state le due associazioni, mobilitate insieme «contro la delibera discriminatoria e razzista», come recita il loro comunicato che prosegue: «Il 31 agosto il Comune di Montorio ha approvato una delibera che prevede il trasporto scuolabus e il servizio di refezione scolastica gratuiti per le famiglie residenti nel comune; per poter accedere al bonus, però, occorre che almeno uno dei due genitori sia cittadino italiano o dell’Unione europea. I genitori con nazionalità di un Paese terzo saranno quindi costretti, in ogni caso, a pagare per il servizio, anche se si trovano in condizioni economiche disagiate e nonostante siano residenti nel comune e pienamente in regola con il permesso di soggiorno e il pagamento dei tributi comunali».
Una previsione che per gli scriventi è «in contrasto con l’ordinamento nazionale e internazionale posto a tutela dei minori con cittadinanza extra Ue, costituisce una vera e propria forma di apartheid, per di più utilizzata sulla pelle dei bambini. Queste politiche di esclusione», proseguono, «non soltanto sono apertamente illegittime dal punto di vista giuridico, ma contribuiscono a creare situazioni di emarginazione, eticamente inaccettabili e che provocano conflitti e tensioni sociali e vanno a danno di tutta la popolazione residente, straniera e italiana».
Prima di questa azione giudiziaria si erano già mossi l’Arci Teramo e l’associazione Roshanak di Isola che, sostenuti dai gruppi Campetto occupato di Giulianova, Casa del popolo, Collettivo Malelingue e Antifa Teramo e dall’Anpi provinciale hanno provveduto, tramite il legale Stefania De Nicolais, a segnalare all’Unar – Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali della Presidenza del Consiglio dei ministri – la violazione dell’articolo 43 del Testo unico sull’immigrazione per «la discriminante erogazione dei servizi stabilita per censo e razza» chiedendo «un ordine di cessazione del comportamento discriminatorio e un ripristino dell’erogazione del servizio esclusivamente sulla base del reddito, come richiesto per i servizi pubblici di carattere economico-sociale». Il presidente dell’Arci Teramo Giorgio Giannella tiene a precisare: «Stiamo aspettando il pronunciamento dell’Unar, poi provvederemo anche noi a impugnare la delibera in tribunale».
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