Scuole a prova di sisma, cresce la paura tra i genitori. Aperti regolarmente gli asili nido

1 Settembre 2016

Lettere ai presidi e alle autorità di quelli della D’Alessandro e della San Berardo: «Vogliamo certezze sulla sicurezza»

TERAMO. Con lo sciame sismico e in vista del rientro tra i banchi cresce la psicosi dei genitori, preoccupati sulla tenuta dei plessi scolastici a Teramo ma non solo. E così si alternano le prese di posizione per manifestare i timori, ma anche richieste formali dei certificati di stabilità sismica degli edifici.

I genitori della scola primaria San Berardo e della scuola media D'Alessandro hanno sottoscritto una lettera con tanto di raccolta di firme che hanno diffuso alla stampa. Nella missiva, indirizzata alla preside Lora D'Antona Catacuzzena e a sindaco, prefetto e presidente della Provincia, le famiglie chiedono di conoscere il reale stato in cui versano le scuole teramane. «Vorremmo toglierci ogni timore e sapere se i nostri figli andranno in strutture sicure o meno», scrivono i genitori. «Purtroppo si sono dovute verificare altre tristi catastrofi: dopo il sisma che fece crollare la scuola di San Giuliano di Puglia, dopo il sisma che colpì duramente la città dell'Aquila, e che vide spezzare vite anche sotto le macerie della casa dello studente, oggi Amatrice, le sue numerose vittime ed il crollo della scuola. Ci chiediamo, in quanto cittadini e soprattutto genitori, se la sicurezza di questi bambini e di questi ragazzi in questi anni sia stata messa al primo posto, o meno».

Le famiglie si rivolgono alle autorità sollevando dubbi sull'idoneità statica antisismica, e sull'osservanza di un'ordinanza della presidenza del Consiglio che obbliga i proprietari degli edifici pubblici ad effettuare le necessarie verifiche. I genitori puntualizzano che il loro obiettivo non è farne «un problema politico» ma aprire immediatamente una discussione per essere tranquillizzati, evitando che si scada nelle motivazioni di "portafoglio". «Quando c'è di mezzo la vita delle persone, occore mettere da parte questi problemi», concludono, «perché non cerchiamo di avere locali più accoglienti o di fare meno fotocopie per la scuola, ma di proteggere la vita dei bambini».

Una lettera analoga si è vista recapitare la preside Adriana Sigismondi della scuola San Giorgio. L'avvocato Gianfranco Puca, in rappresentanza dei genitori, ha chiesto al dirigente scolastico di verificare il rispetto della normativa antisismica e adottare misure di adeguamento. Ma la preoccupazione sullo stato di salute delle scuole teramane è stata manifestata anche da alcuni docenti che in qualità di consiglieri comunali d'opposizione si fanno portavoce delle perplessità del personale e degli alunni. «Tra alunni e docenti c'è preoccupazione per il rientro», dichiara Flavio Bartolini del Pd, «l'Iti ha un plesso messo bene rispetto agli altri, eppure è crollato un pezzo di soffitto. I colleghi hanno ammesso che se ci fossero stati gli studenti le conseguenze sarebbero state serie. All'Ipsia Marino c'è un' ala chiusa mai ricostruita e il Pascal ha i laboratori chiusi da anni. E' dura rientrare tra banchi sereni».

Invece una richiesta di accesso agli atti è stata presentata da Maria Rita Santone che ieri ha formalizzato al dirigente del settore tecnico Remo Bernardi la richiesta dei verbali e delle relazioni concernenti l'esito dei sopralluoghi svolti negli edifici comunali. «Voglio vedere le firme e delle assunzioni di responsabilità», dichiara Santone, che sollecita tempi brevi per l'ottenimento delle attestazioni degli uffici competenti e insieme a Bartolini lancia una provocazione: «Dov'è il sindaco Brucchi in questi giorni?». Il riferimento è alle perplessità che serpeggiano sulla scelta del sindaco Brucchi di partire ieri in vacanza per la Sardegna insieme al deputato di Ncd Paolo Tancredi. Intanto l'assessore ai lavori pubblici Franco Fracassa garantisce che i plessi sono al sicuro: oggi gli asili nido comunali riapriranno regolarmente.

Marianna De Troia

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