Scuole e palazzo civico: il 2024 sarà l’anno dell’apertura dei cantieri

Lo assicura l’assessore Cavallari: «Non è vero che siamo in ritardo, la San Giuseppe andrà presto in gara e le altre seguiranno a ruota»
TERAMO. «Ancora una volta la questione della ricostruzione del patrimonio scolastico viene utilizzata in modo strumentale per tentare di fare politica, distorcendo la realtà dei fatti». Così l’assessore comunale ai lavori pubblici Giovanni Cavallari replica alle dichiarazioni del consigliere comunale di opposizione Mario Cozzi, tornato a lamentare la stasi della ricostruzione pubblica in città.
«A dispetto di quanto dichiarato dal consigliere di minoranza, nel ricordare come grazie al lavoro di questa amministrazione ad oggi tutto il patrimonio scolastico sia oggetto di finanziamento, mi corre l’obbligo di evidenziare come l’iter per la ricostruzione delle diverse scuole stia procedendo speditamente e senza ritardi», dichiara l’assessore, «tutti gli istituti oggetto dell’ordinanza 6, e quindi la San Giuseppe, la Savini, il Braga, la De Jacobis e la Molinari, a cui si aggiunge anche la sede storica del Comune in piazza Orsini, sono in fase di autorizzazione, da parte dell’Usr e del commissario alla ricostruzione, dell’aumento dei finanziamenti, pari in molti casi al raddoppio delle risorse inizialmente stanziate. Subito dopo si procederà a indire le relative gare d’appalto». Entrando nel dettaglio, a domanda del Centro, Cavallari chiarisce che la prima scuola ad andare in gara sarà la San Giuseppe, seguita a breve distanza dalla Savini e poi dalle altre. Un po’ più indietro il palazzo civico, per il quale dovrebbe essere riconsegnato a giorni il progetto definitivo-esecutivo. «Nel 2024 apriremo i cantieri», assicura l’assessore. E, rivolgendosi a Cozzi, aggiunge: «Ha ricoperto, in un passato non molto lontano, il ruolo di assessore e sa benissimo che le esigue risorse disponibili al 2018, prima che si insediasse la giunta D’Alberto, non sarebbero state sufficienti nemmeno per eseguire i lavori nella metà delle scuole interessate. La scelta politica che questa amministrazione ha fatto, contrariamente a quella di cui faceva parte il consigliere Cozzi, è stata quella di riportare in centro le scuole Savini e San Giuseppe anche nell’ottica di una rivitalizzazione del centro storico».
Per quanto riguarda gli altri istituti scolastici, ricompresi nell’ordinanza speciale 31 pubblicata il 31 dicembre 2021, Cavallari spiega che quest’ultima «ha prodotto i suoi effetti solo nell’estate 2023» e che «solo a settembre il Comune di Teramo ha, quindi, potuto finalmente interloquire con i progettisti dei 13 interventi previsti, di cui ben 11 riguardano edifici con attività didattica in corso, e solo dallo scorso mese d’ottobre l’amministrazione, sulla base dei dati forniti dalle dirigenze scolastiche, ha potuto iniziare a dimensionare quantomeno due soluzioni temporanee ricorrendo a strutture pubbliche dismesse oppure private da affittare, che necessariamente dovranno essere preventivamente rese adeguate sia da un punto di vista sismico che impiantistico e antincendio, utilizzando anche il 10% dell’importo complessivo dei lavori stimati per l’attuazione degli interventi ricompresi nell’ordinanza 31, pari a circa tre milioni di euro. Le soluzioni temporanee saranno, pertanto, dimensionate per poter ospitare a rotazione tutti gli edifici scolastici attualmente in esercizio finanziati dall’ordinanza 31, per portare a compimento la completa ricostruzione dell’edilizia scolastica nell’arco di pochi anni».
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