Scuole e sport costano 7 milioni: il 25 per cento lo pagano gli utenti

24 Febbraio 2022

Le tariffe coprono il 59,9% della spesa per le mense (1,1 milioni) e il 15,1% per il trasporto alunni  Gli introiti minori da campi sportivi, palazzetti e piscine. C’è anche la nuova sosta a pagamento

TERAMO. Scuole, sport e spazi culturali incidono sul bilancio comunale per sette milioni di euro, di cui due sono a carico degli utenti. È il quadro economico dei cosiddetti servizi a domanda individuale allegato al documento contabile di previsione adottato dalla giunta e ormai prossimo all’approdo in consiglio comunale. Non ci sono, secondo i calcoli proposti dall’amministrazione, scostamenti nella quantificazione delle tariffe rispetto all’anno passato, per cui i cittadini contribuiranno alla copertura della spesa per il 28, 54 per cento del totale.
La maggior parte dei 6,9 milioni e spiccioli segnata dall’ente nella colonna dei costi riguarderà l’acquisto di materiali funzionali all’operatività dei servizi, per un importo di poco inferiore ai 5,5 milioni di euro, mentre la quota restante di quasi 1,5 milioni servirà a pagare il personale impegnato nelle diverse attività che fa capo all’ente, esclusi dunque gli operatori dipendenti di società affidatarie di strutture e prestazioni specifiche.
Il peso maggiore in termini percentuali che resta sulle spalle dell’ente è quello relativo agli impianti sportivi. Il loro costo di gestione è stimato in 707mila euro, di cui solo il 10,13 per cento, in cifre 71mila euro, coperti da tariffe e canoni di affidamento. La forbice è ancora più ampia se si considera che tra gli introiti sono compresi i 24.900 euro versati dai gestori delle piscine, per cui da tutte le altre strutture, tra palazzetti, campi e palestre, arrivano circa 46mila euro. La spesa più alta in assoluto è quella per gli asili nido, che costano 3 milioni di euro, a fronte dei 704mila ricavati dalle rette, con un’incidenza del 23,41 per cento sul totale. In questo caso i costi sono quasi equamente ripartiti tra personale (circa 1,3 milioni) e acquisti di beni e prodotti (1,7 milioni).
L’apporto maggiore da parte delle famiglie è calcolato per le mense scolastiche. Il contributo richiesto ammonta complessivamente a 700mila euro che rappresentano il 59,99 per cento del costo totale indicato in poco più di 1,1 milioni. La quota di copertura del trasporto alunni con le tariffe, invece, ammonta al 15,16 per cento: quasi 107mila euro su un costo pieno di quasi 705mila euro. Per musei, mostre e gallerie l’esborso annuo previsto è di circa 920mila euro, di cui 281mila coperti dagli utenti, per il 30,72 per cento del totale. L’uso di locali non istituzionali costa circa 85mila euro, di cui cinquemila a carico degli utilizzatori che pagano il 5,86 per cento del totale.
È fissata al 3,41 per cento, che corrisponde a 10mila euro, la quota di contribuzione per servizi sociali che non rientrano in altri capitoli d bilancio e comportano una spesa di 293mila euro. Nell’elenco è inserita anche l’attivazione del nuovo sistema di pagamento della sosta in centro con i parchimetri, che richiede una spesa di 85mila euro, a fronte di un introito di 109 mila euro corrispondente al canone anno che sarà pagato dal gestore. «Questi dati», spiega l’assessore alle finanze Stefania Di Padova, «evidenziano come, nonostante le difficoltà, l’amministrazione si faccia carico della quota di gran lunga maggiore delle spese per i servizi individuali, pesando in minima parte sui cittadini».
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