«Sei una cicciona»: condannato per maltrattamenti ai figli dell’ex

5 Marzo 2024

Pena di tre anni e un mese a un teramano 54enne accusato di vessazioni su due fratelli di 15 e 13 anni In un caso avrebbe spinto la faccia della ragazzina nel piatto di pasta e spintonato l’altro adolescente

TERAMO. Da «sei una cicciona» urlato alla ragazza di 15 anni fino agli spintoni al fratello 13enne rimproverato per aver cucinato troppa pasta: è con l’accusa di maltrattamenti psicologici e percosse ai figli dell’allora convivente che un 54enne teramano è stato condannato a tre anni e un mese.
I giudici di primo grado del tribunale teramano (collegio presieduto da Francesco Ferretti, a latere Marco D’Antoni e Martina Pollera) lo hanno condannato per i maltrattamenti sui ragazzi (figli di una precedente relazione della donna) e lo hanno assolto dall’accusa di maltrattamenti nei confronti della sua ex e mamma degli adolescenti. L’uomo è stato difeso dall’avvocato Massimo Tiberio, la donna e i figli si sono costituiti parte civile rappresentati dall’avvocato Alessia Ricci.
Secondo la Pubblica accusa (rappresentata in aula dal pubblico ministero Silvia Scamurra) in più occasioni l’uomo avrebbe maltrattato psicologicamente i ragazzi, in particolare la quindicenne gridandole «sei una cicciona» e rimproverando a entrambi di fargli spendere troppo denaro per il cibo dicendo: «Non posso mica spendere i soldi per voi. Io non posso mantenere i miei figli, figuriamoci se mantengo voi». «In una occasione», si legge nel capo d’imputazione, «rimproverando il ragazzino per aver cucinato troppa pasta gli tirava un orecchio e lo spintonava facendolo urtare contro una parete». Tra gli episodi elencati negli atti giudiziari c’è anche quello in cui avrebbe spinto la testa della ragazzina in un piatto di pasta che aveva davanti. «Durante la cena», si legge nel capo d’imputazione, «a seguito di una discussione con la ragazza di 15 anni dapprima lanciava al suo indirizzo un ciambellone senza colpirla, quindi si alzava dal tavolo e le spingeva la testa nel piatto». Nel corso dell’istruttoria dibattimentale è stata sentita anche la donna che ha raccontato come l’uomo in numerose occasioni avesse maltrattato lei e i figli. «In particolare», aveva raccontato, «a mia figlia diceva che era una cicciona e questo può essere devastante per un adolescente». L’uomo, dopo la denuncia, è stato destinatario di un provvedimento di allontanamento dalla donna che ha successivamente violato e per questo la misura, per un periodo, è stata aggravata con la detenzione in carcere.(d.p.)
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