Sette anni per le coltellate alla ex L’operaio ricorre in Cassazione

In primo grado era stato condannato a 10, la donna colpita con 14 fendenti dopo la fine della relazione I periti nominati da tribunale e Corte d’appello lo hanno ritenuto capace di intendere e di volere
TERAMO. Il caso del tentato omicidio di Tortoreto approda in Cassazione.
Fabiano Cistola, il 36enne operaio di Corropoli condannato in appello a sette anni (pena ridotta dopo i dieci inflitti al termine del procedimento di primo grado) per il tentato omicidio della ex fidanzata Giusy Montecchia colpita con 14 coltellate, ricorre ai magistrati della Suprema Corte contro la sentenza di secondo grado.
A gennaio, infatti, i giudici di secondo grado (collegio presieduto da Gabriella Tascone, a latere Alessandra Grilli) al termine di una lunga camera di consiglio hanno ridotto la pena da dieci a sette dopo che il sostituto procuratore generale Carlo Paolella aveva chiesto la conferma della condanna di primo grado arrivata al termine di un rito abbreviato svolto davanti al gup Roberto Veneziano.
L’imputato è difeso dagli avvocati Gennaro Lettieri e Claudio Iaconi, la parte offesa che si è costituita parte civile è assistita dall’avvocato Florindo Tribotti.
Cistola, secondo lo psichiatra forense Stefano Ferracuti incaricato dalla Corte d’appello di fare una nuova perizia e che lo ha più volte incontrato nella comunità protetta dove l’uomo si trova agli arresti domiciliari, è stato ritenuto capace di intendere e di volere, anche al momento dei fatti. La nuova perizia era stata disposta dalla Corte d’appello in accoglimento della richiesta fatta dai difensori Lettieri e Iaconi. Va detto che per Cistola anche il tribunale di Teramo aveva disposto, con la formula dell’incidente probatorio, una perizia psichiatrica che aveva stabilito come l’uomo fosse capace di intendere e di volere. In sede di Appello, i difensori avevano però chiesto una nuova perizia così scrivendo nel ricorso: «L’esame condotto dal perito è stato ben lungi dall’essere approfondito né ha tenuto conto delle precedenti diagnosi riferite ai disturbi psichici sofferti dall’imputato. La relazione descrive l’evento così come riferito negli atti senza svolgere alcuna valutazione sulle mosse compiute dall’imputato».
Nel 2019 Cistola sferrò quattordici coltellate alla donna che lo aveva da poco lasciato dopo una lunga convivenza, aggredendola sul lungomare di Tortoreto. La mattina del 22 febbraio, dopo aver squarciato con un taglierino la gomma dell’auto della ex, l’operaio tornò a casa per prendere il coltello da cucina con cui pochi minuti dopo sferrò quattordici fendenti alla donna colpendola al ventre e al torace. Venne arrestato a poca distanza dopo una breve fuga. La donna, soccorsa subito da alcuni passanti, per molti mesi è stata ricoverata in prognosi riservata, sospesa tra la vita e la morte.
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