Sgarbi a Castelli: «Lo Stato è in ritardo Un festival d’arte per rilanciare il borgo»

26 Agosto 2017

«Lo Stato, come del resto ha riconosciuto anche il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, è in grave ritardo. Certo, Castelli ha avuto un danno più limitato, rispetto ad esempio all'Aquila o ad...

«Lo Stato, come del resto ha riconosciuto anche il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, è in grave ritardo. Certo, Castelli ha avuto un danno più limitato, rispetto ad esempio all'Aquila o ad Amatrice. Ma proprio perché più limitato, meritava un intervento più immediato, invece di buttare soldi in insensatezze». Così ha detto il critico d'arte e mattatore televisivo Vittorio Sgarbi (nella foto), giovedì sera a Castelli, per l'apertura della quinta edizione del Festival della storia dell'arte, facendo il punto a un anno dal terremoto che ha colpito il centro Italia. «Del resto però le pastoie burocratiche fanno si che anche se ci sono i soldi, non si riesce a procedere. E così i luoghi non vengono restituiti nei tempi giusti alla loro necessità di essere vissuti e visitati, rimessi in sesto» ha continuato il critico d'arte .
Sgarbi ha messo in evidenza la necessità «di restituire vita e vocazioni alle aree interne d'Abruzzo e d'Italia, e sopratutto ribaltare il pregiudizio del loro essere periferia di un altrove.
«Questi luoghi sono solo apparentemente periferici», ha detto, « Roma e Milano sono più il centro, dove c'è necessità di andare fisicamente. Le nuove tecnologie ti consentono di essere al centro anche a Penne, Guardiagrele, e appunto a Castelli. Tra stare in una periferia di una città, a tre quarti d'ora dal centro storico, e vivere in un borgo bellissimo, non vedo la differenza. Non viviamo più in quel modello di società dove per trovare lavoro si doveva necessariamente emigrare e trasferirsi. Oggi si possono avere intuizioni e realizzarsi vivendo in borghi apparentemente remoti, ma in realtà al centro della macchina produttiva». Sgarbi ha lanciato l’idea di un festival italiano dell’arte con valenza internazionale che coinvolga le città di Castelli, Perugia, Assisi e Urbino . Un percorso che parte dal borgo della ceramica e che, crescendo, coinvolga le altre città per rinascere insieme.