Si farà una gara d’appalto per la gestione del canile

26 Gennaio 2019

TERAMO. Tempi stretti per il riaffidamento del canile comunale. Scaduta subito dopo l’Epifania la convenzione con la cooperativa che finora si è presa cura dei randagi, l’amministrazione ha attivato...

TERAMO. Tempi stretti per il riaffidamento del canile comunale. Scaduta subito dopo l’Epifania la convenzione con la cooperativa che finora si è presa cura dei randagi, l’amministrazione ha attivato il procedimento per la nuova gestione della struttura di contrada Carapollo. Si farà una gara d’appalto, che comprenderà anche l’ulteriore spazio destinato ai cani senza padrone in contrada Gattia e l’accudimento degli animali ospitati nel canile di Castelbasso, che fa capo al Comune di Castellalto, per mancanza di posti in quello teramano. «La situazione attuale non è più sostenibile», osserva l’assessore all’ambiente Valdo Di Bonaventura, «sia per i costi esorbitanti del servizio sia per le condizioni della struttura di Carapollo». Il Comune spende ogni anno circa 500mila euro per la cura degli animali disseminati nei diversi spazi tra Teramo e Castelbasso. «Con la gara puntiamo a contenere le spese», spiega Di Bonaventura, «e razionalizzare il servizio». Il riaffidamento sarà dunque subordinato a una revisione complessiva del sistema di custodia dei randagi. «La gestione politico-amministrativa del passato è stata quanto meno disordinata, se non dissennata», tiene a precisare il sindaco Gianguido D’Alberto, «si tratta di un’altra pesante eredità che abbiamo ricevuto e su cui va fatta chiarezza». A cominciare dall’agibilità del canile, attualmente utilizzato solo in parte e che di conseguenza può accogliere circa 70 randagi e che negli anni scorsi è finito anche sotto sequestro da parte della Procura. «Va stabilita la capacità della struttura», osserva il primo cittadino, «chiarendo quale parte è da mettere a norma». Con la Asl sono in corso incontri per definire la questione strutturale, ma il sindaco ritiene necessario un dialogo serrato con l’azienda sanitaria e con la facoltà di veterinaria anche su altri aspetti di contenimento del randagismo. Tra questi D’Alberto cita il controllo del territorio e soprattutto la spinta alle adozioni. «Gli obiettivi restano la tutela del benessere animale», conclude, «la gestione efficiente delle strutture e la cura dei cani abbandonati». (g.d.m.)
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