Si va in consiglio il 25, due punti proveranno la tenuta di Brucchi

19 Settembre 2017

Sono la nomina del presidente della commissione Sociale-scuola e la ricognizione delle partecipate L’opposizione è pronta a dare battaglia sull’eventuale dismissione della farmacia comunale

TERAMO. Sarà una seduta pomeridiana quella che metterà alla prova la tenuta della maggioranza dopo l'annuncio del sindaco Maurizio Brucchi di voler restare al suo posto fino alla scadenza naturale del suo mandato. Il consiglio tornerà riunirsi lunedì 25 settembre, nell'insolito orario delle 17.30, fissato per consentire la più ampia partecipazione soprattutto agli alleati del primo cittadino, e avrà quattro punti all'ordine del giorno.
Data della convocazione e scaletta degli argomenti da trattare sono state definite ieri mattina dalla conferenza dei capigruppo, che ha inserito ai primi due punti le delibere più significative. Si tratta dell'elezione del nuovo presidente della commissione Sociale e Istruzione, incarico rimasto vacante da marzo, quando il suo assegnatario Silvio Antonini fu nominato assessore da Brucchi, e della ricognizione sulle società partecipate dal Comune. Gli altri due argomenti, la regolarizzazione di un tratto di strada comunale e la definizione di "quantità e qualità delle aree", hanno un rilievo solo formale e dovrebbero essere approvati di fatto senza dibattito.
Un consiglio «misero per contenuti» lo definisce il capogruppo di "Insieme possiamo" Gianguido D'Alberto. «Dopo quasi un anno di inattività», fa notare, «il consiglio viene riproposto con un ordine del giorno scarno, in cui solo i primi due punti hanno consistenza politica». L'elezione a scrutinio segreto del presidente della commissione Sociale e Istruzione potrebbe nascondere insidie per la risicata maggioranza che sostiene il sindaco. Sarà il primo test concreto per misurare l'efficacia della riapertura del dialogo tra Brucchi e i dissidenti che negli ultimi mesi l'hanno lasciato senza numeri per governare. L'incarico andrebbe a un rappresentante di "Futuro in", lo stesso gruppo di Antonini che nel frattempo ha perso anche il posto in giunta. «Al di là di chi sarà eletto», fa notare D'Alberto, «resta il paradosso politico che l'incarico non sia stato riassegnato per tutto il periodo di maggior emergenza per le scuole e di fatto la commissione non sia stata operativa».
Il confronto con le opposizioni si accenderà soprattutto sulle partecipate. «Vogliamo vederci chiaro», sottolinea il capogruppo di "Insieme possiamo", secondo cui va definita la situazione della farmacia comunale. La sua eventuale dismissione, con la cessione delle quote in possesso dell'ente, sarà discussa venerdì in commissione. «La seduta sarà troppo ravvicinata al consiglio», fa notare D'Alberto, «l'amministrazione deve tirare fuori tutte le carte per permetterci di valutare». In linea di principio il consigliere ex Pd si dice favorevole al mantenimento della farmacia comunale a Colleatterrato, istituita quattro anni fa esercitando il diritto di prelazione da parte dell'amministrazione e in risposta a una forte spinta popolare, ma precisa che «dobbiamo comunque vedere la documentazione prima di decidere. Non vorrei che la cessione delle quote dell'attività sia finalizzata a reperire risorse per chiudere il buco di bilancio».
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