Silvi, bimbo autistico attende un mese prima di poter avere il test a domicilio
«Mio figlio autistico ha dovuto attendere un mese per avere un tampone a domicilio». È la denuncia di T.V., una mamma di Silvi che racconta al “Centro” l’odissea vissuta prima di poter effettuare un...
«Mio figlio autistico ha dovuto attendere un mese per avere un tampone a domicilio». È la denuncia di T.V., una mamma di Silvi che racconta al “Centro” l’odissea vissuta prima di poter effettuare un test a casa dato che non ha un’auto e non può quindi spostarsi per raggiungere le postazioni drive-in attivate dalla Asl. La storia inizia lo scorso 5 novembre. La donna dichiara: «Il mio bambino è entrato in contatto con la sua terapista che era stata a sua volta vicino ad un bambino positivo. Lunedì 9 novembre mi sono messa in quarantena cautelare insieme al piccolo pur non avendo alcun sintomo, la mia pediatra ha nel frattempo prenotato il tampone. Mi hanno chiamato dalla Asl per fare il test al bimbo il giorno 16 novembre presso il drive-in allestito nel Centro turistico integrato di Atri. Ho specificato che non sarei potuta andare poichè senza auto. Ho richiesto così un tampone a domicilio. Ma mi fissano di nuovo il test per il 23 novembre al drive-in di Atri. Ribadisco la mia impossibilità a presentarmi per mancanza di mezzi di locomozione». La donna, visto il muro davanti a sé, è entrata nel pieno sconforto considerando anche che il suo bambino, costretto a casa, non ha potuto per settimane effettuare nessuna delle terapie necessarie. Ha detto: «Mi sono messa a chiamare il mondo: sindaco e vicesindaco di Silvi, Asl, Croce rossa, Protezione civile. Non sapevo più cosa fare. Ieri è arrivata la chiamata del vicesindaco di Silvi Fabrizio Valloscura che si è interessato al mio caso, mi ha contattato e poi sono stata chiamata dalla Asl per fare, il 5 dicembre, il tampone finalmente a casa. Sarà la volta buona?». La mamma evidenzia: «Nel frattempo dopo tutto questo iter è trascorso ben un mese. Il mio bambino di cinque anni affetto da autismo non ha potuto effettuare alcuna terapia, nè a scuola nè a casa: terapie essenziali per il suo sostegno e sviluppo psicologico».
Dalla direzione della Asl, informata della protesta, si fa presente che, in questi casi, dev’essere il medico o il pediatra di famiglia ad alzare il telefono e ad avvertire il competente servizio dell’azienda sanitaria che il tampone va fatto a domicilio: procedura che, sottolinea la Asl, viene effettuata giornalmente su quei cittadini che non possono raggiungere le postazioni drive-in. (d.f.)
Dalla direzione della Asl, informata della protesta, si fa presente che, in questi casi, dev’essere il medico o il pediatra di famiglia ad alzare il telefono e ad avvertire il competente servizio dell’azienda sanitaria che il tampone va fatto a domicilio: procedura che, sottolinea la Asl, viene effettuata giornalmente su quei cittadini che non possono raggiungere le postazioni drive-in. (d.f.)

