Silvi. Vicesindaca di Fdi assalita dall’assessore leghista. «Mi ha stretto le mani al collo»

1 Ottobre 2026

Luciana Di Marco in lacrime e sotto choc va in ospedale. Lella (Lega) presenta le dimissioni

SILVI

«Sto male. Sento ancora le sue mani che mi stringono il collo, non riesco a smettere di piangere. Ora sono in ospedale, sto pensando alle mie bimbe che erano scosse nel vedere la mamma piangere. Penso solo che una donna debba essere libera di esprimere il proprio pensiero senza aver paura». Sono le prime parole con cui la vicesindaca del Comune di Silvi Luciana Di Marco (FdI) ricostruisce quanto accaduto all’indomani del diverbio con l’assessore all’urbanistica della Lega Gianpaolo Lella durante la seduta consiliare dello scorso martedì. Lella non ha voluto rilasciare dichiarazioni; alle 12 di ieri ha comunicato le sue dimissioni con una Pec al sindaco Andrea Scordella.

La cronaca. Il consiglio comunale è fissato per le 19.30. Alle 20.15 nessun esponente della maggioranza è ancora arrivato in aula. Sono tutti nella sala della giunta. Lì dentro i toni si alzano, si sente persino qualche urlo. A quel punto comincia l’andirivieni di personale interno e alle 20.25 esce la vicesindaca, visibilmente provata. Dopo aver scambiato qualche parola con il presidente del consiglio Fabrizio Valloscura, passa da una porta laterale. Ha le mani al viso, come se si stesse asciugando le lacrime. In aula le facce si incupiscono, i presenti si guardano tra di loro come per capire cosa sia successo. Dopo qualche minuto arrivano anche i vigili urbani. Poi il sindaco Scordella e i due consiglieri della Lega Vincenzo Caruso e Giuseppina Vallescura raggiungono il consiglio comunale. Finalmente c’è il numero legale: inizia la seduta. Il primo cittadino, di fronte a un’aula decimata dalle assenze, prova a sdrammatizzare: «Improvvisa influenza virale...». La minoranza, attonita per l’accaduto, rimane solo per approvare il punto all’ordine del giorno diretto a discutere i debiti fuori bilancio relativi ai i fondi per gli sfollati dalla frana di via Santa Lucia. Interviene in merito l’assessore al Bilancio Alessandro Valleriani. È l’ultimo atto prima della chiusura della seduta. Lella se ne va via, accigliato.

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Fonti interne alla maggioranza dicono che non sia la prima discussione ad alta tensione scoppiata dall’inizio della legislatura. Mai, però, si era arrivati a tanto. Il presidente del consiglio Valloscura racconta le prime parole scambiate con l’aggredita: «Luciana, dopo il diverbio, mi si è avvicinata sconvolta e mi ha chiesto di seguirla perché voleva dirmi qualcosa; mi ha fatto il gesto di andare in una stanza laterale, aveva una faccia cupa, sono andato, ma non c’era più». «Tutti i particolari della vicenda li abbiamo appresi a mezzanotte. Sono cose da condannare completamente», aggiunge Valloscura. «Quando ho saputo i particolari le ho mandato un messaggio di solidarietà. Ho visto che è arrivato il marito e non penso sia arrivata nell’immediato un’ambulanza».

Il caso è diventato immediatamente politico. Il segretario locale del Pd Vito Partipilo commenta: «Quanto accaduto è inaccettabile. Silvi non può più aspettare: Scordella prenda atto della fine della sua amministrazione. Eventuali responsabilità dovranno essere accertate nelle sedi opportune e secondo le procedure previste. Ma, al di là di questo, esiste una questione politica che non può più essere elusa: Silvi oggi non ha una maggioranza politica in grado di garantire stabilità e piena operatività all’amministrazione. E, soprattutto, non bastano le dimissioni di un assessore per risolvere una crisi che è politica e istituzionale e che riguarda l’intera amministrazione». Partipilo esprime quindi tutta la sua vicinanza alla vicesindaca «personale e istituzionale», ribadendo che «le istituzioni devono essere luoghi di rispetto, responsabilità e confronto civile». Sulla stessa scia il segretario provinciale del Partito democratico di Teramo, Robert Verrocchio che in una: «La violenza, verbale o fisica che sia, non è accettabile e non può e non deve mai trovare cittadinanza, a maggior ragione, nelle istituzioni», sottolinea.

Anche la Lega, il partito del sindaco Scordella, ha voluto esprimere la massima solidarietà alla vicesindaca Di Marco. «Quanto accaduto ieri sera a Silvi è un fatto grave e inaccettabile, che come Lega condanniamo senza esitazione», dice il coordinatore regionale Vincenzo D’Incecco. «Il confronto politico, anche quando è acceso o attraversato da tensioni, non può e non deve mai degenerare, ancora di più quando avviene all'interno delle istituzioni e coinvolge chi le rappresenta, chiamato a dare sempre il buon esempio», aggiunge D’Incecco.

L’assessore alle Pari opportunità del Comune di Silvi, Beta Costantini, invita a fare una «riflessione profonda» dopo quanto accaduto alla vicesindaca. Una riflessione «con senso di responsabilità». Allo stesso tempo», conclude Costantini, «auspichiamo che quanto accaduto non si trasformi in polemiche sterili e che il bene di Silvi resti la priorità assoluta». Intanto, ieri sera ci sarebbe dovuta essere una nuova seduta del consiglio, ma la maggioranza non si è presentata. E così hanno avuto campo libero le opposizioni, che hanno simbolicamente occupato i posti della giunta e sventolato dei cartelli con scritto “vergogna”.

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