Sim, col tetto fotovoltaico risparmio di 200 mila euro

27 Gennaio 2015

L’azienda metalmeccanica di Sant’Atto ha investito un milione 700mila euro ma ha ridotto la bolletta dell’energia, non inquina e si è disfatta dell’eternit

TERAMO. Come la necessità di disfarsi di un pericoloso tetto in eternit può diventare una risorsa. E’ accaduto alla Sim, che ormai è in gradi di tirare le somme di un’operazione avviata due anni fa. Adesso, infatti, l’azienda metalmeccanica che sorge nel nucleo industriale di Sant’Atto è a tutti gli effetti “verde”.

Tutto è nato dalla decisione di sostituire il vecchio tetto in amianto-cemento. «Decidemmo di fare un investimento di un milione 700mila euro per un tetto fotovoltaico», spiegaMarcello Ippoliti, direttore dello stabilimento, «per noi erano infatti indispensabili alcuni requisiti: l’attenzione per l’efficienza energetica, la durata nel tempo delle soluzioni, la minimizzazione degli oneri di gestione e manutenzione. L’integrazione tra i sistemi di copertura in acciaio multistrato e le più moderne tecnologie fotovoltaiche può diventare un’opportunità per un’azienda. Realizzare un impianto fotovoltaico integrato architettonicamente a seguito di una bonifica dell’eternit, si è dimostrato un’ottima opportunità per effettuare sia un intervento di natura ambientale, cioè l’eliminazione del rilascio nell’ambiente circostante delle fibre di amianto, sia un completo intervento di manutenzione con relativo al risparmio energetico (coibentazione con materiali termo-isolanti, produzione di energia elettrica attraverso l’impianto fotovoltaico)».

L’impianto fotovoltaico realizzato alla Sim ha una potenza totale di 319.968 kilowatt e tale da garantire una produzione di energia annua minima di 332 869,30 kilowattore. Con la realizzazione dell’impianto fotovoltaico è stato conseguito un significativo risparmio energetico. Ippoliti conferma che il risparmio oscilla fra i 180mila e i 200mila euro all’anno, fra il risparmio vero e proprio in termini di minor acquisto di energia e la vendita di energia il sabato e la domenica. Infatti quando la fabbrica è chiusa, l’impianto continua a catturare l’energia del sole e questa viene immessa nella rete e venduta. «E’ una spesa che ammortizzeremo in 7 anni e mezzo, ma intanto abbiamo sostituito un tetto in eternit e produciamo energia elettrica senza emissione di sostanze inquinanti», osserva Ippoliti, che fa notare anche come le Tep (tonnellate equivalenti di petrolio) risparmiate in un anno dalla Sim sono 62,25 e in 20 anni saranno 1.144.02.

«Inoltre, l’impianto fotovoltaico consente la riduzione di emissioni in atmosfera delle sostanze che hanno effetto inquinante e di quelle che contribuiscono all’effetto serra», aggiunge il direttore dello stabilimento, «in un anno abbiamo infatti evitato di produrre 153 tonnellate di anidride carbonica, 179 chili di anidride solforosa, 163 chili di ossidi di azoto e quasi 8 chili di polveri».

Un bel risultato per i 2.222 laminati fotovoltaici che coprono i settemila metri quadri del tetto. Certo, l’energia prodotta copre solo il 20% del fabbisogno energetico dell’azienda, ma è un bel passo avanti per l’industria di propriettà della Marcegaglia Spa e della Profilmec group che produce tubi in acciaio per automotive, giardinaggio e arredamenti.

La Sim è un’azienda che attualmente occupa 32 dipendenti, presente da 26 anni a Sant’Atto, che ha avuto la capacità di rinnovarsi. (a.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA