Sono 800 i soccorritori arrivati da tutta Italia per aiutare i teramani

22 Gennaio 2017

Ospitati nella palestra della scuola Molinari e al PalaBinchi La mensa allestita nel campus universitario di Coste Sant’Agostino

TERAMO. Sono più di 800 i soccorritori sul territorio, senza contare i tanti singoli volontari che, pala alla mano, sono scesi in strada. Sono vigili del fuoco, carabineri, forestali, uomini della capitaneria di porto, della guardia di finanza, dell'esercito e della polizia. E poi i volontari organizzati della protezione civile.

DOVE SONO. Del posto o provenienti da tutt'Italia, questi angeli del soccorso stanno aprendo le strade sommerse dalla neve e portando viveri e medicinali alle famiglie isolate e senza energia elettrica. Si muovono a piedi, con le ciaspole o gli sci, sulle turbine o sui dodici elicotteri che da un paio di giorni sorvolano i cieli della provincia. Due sono gli spazi in città dedicati ad ospitare le squadre di fuori regione. Si tratta della palestra della scuola Molinari, gestita dal Centro sportivo italiano, che ha a disposizione 108 posti letto, e il Pala Binchi, con una capienza di 120 posti. La Molinari funziona più come un ostello, ospita squadre che, a seconda degli interventi previsti per il giorno successivo, si spostano per il pernottamento. Sono vigili del fuoco e guardia di finanza, arrivano da Reggio Calabria, Verbania, Roma, Padova. I teramani, con una catena sui social, hanno voluto dimostrare la propria riconoscenza allestendo nella palestra una tavolata con frutta, dolci, bevande per rifocillare, con uno spuntino, i soccorritori di ritorno dalle missioni. Il Pala Binchi invece è il punto di raccolta dei volontari della Protezione civile lombarda: sono 92 in tutto, di Milano e Sondrio, e operano sulla viabilità secondaria delle frazioni di Teramo con mezzi specifici per lo sgombero della neve.

LA STORIA. Simone Segna è il capomissione della colonna mobile di Milano e racconta che in giornata hanno operato in sei frazioni. «Torneremo a Valle San Giovanni e a Garrano dove non abbiamo completato i lavori», spiega e dichiara che le difficoltà maggiori sono state riscontrate nella prima giornata. «Siamo rimasti colpiti dalle strade strette e tortuose, ma abbiamo i mezzi idonei per l'occasione», conclude prima di raggiungere la mensa dell'Adsu a Piano d'Accio. E' l'azienda per il diritto agli studi ad occuparsi infatti dei pasti per i soccorritori. E una seconda mensa è stata allestita ieri al campus universitario di Coste Sant'Agostino. Solo in giornata sono stati serviti 400 pasti. Ma dall'azienda fanno sapere di essere pronti ad ampliare l'offerta in caso di bisogno. Tra le forze locali ci sono anche i volontari della protezione civile Gran Sasso, che dal Parco della scienza fanno da ponte tra le richieste dei civili e il centro di coordinamento, e i cinquanta uomini della Cives, coordinati da Mauro D'Ubaldo, che trovandosi alla Villeroy nella zona di atterraggio degli elicotteri, sono il punto di riferimento per tutte le forze che devono volare sui mezzi. D'Ubaldo racconta dell'aiuto portato la notte precedente da quattro suoi volontari a Valle Soprana, dopo una camminata a piedi di 40 minuti: un carico di viveri in soccorso di una famiglia con tre bambini.

LA POLEMICA. La fatica e le difficoltà incontrate non lo fiaccano, a farlo arrabbiare invece è uno screzio avuto con il sindaco Maurizio Brucchi. «Avevamo cucinato per 50 persone», , racconta, « il sindaco è passato qui e quando gli ho chiesto se si poteva ottenere un rimborso visto che ci siamo autotassati, mi si è rivolto in malo modo, dicendomi "che dovevo farlo, che avevo fatto quello che dovevo". Non ci ho visto più, siamo volontari, bastava un grazie».

Emanuela Michini

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