Sopravvissuto di Castiglione «La paura non mi lascia e agli altri dico: state attenti»

Ex dipendente comunale di 63 anni a marzo è stato per un mese in ospedale «Quest’estate ci siamo rilassati tutti e abbiamo dimenticato morti e dolore»
CASTIGLIONE M. RAIMONDO. «La paura non mi lascia mai»: perché Antonio sa che nulla sarà più come prima. In un tempo sospeso che non finisce mai si muove tra cronaca e storia. Antonio D’Alonzo, 63 anni, ex dipendente comunale di Castiglione Messer Raimondo, è uno dei sopravvissuti della prima ondata Covid, contagiato a marzo nel suo paese diventato allora un simbolo della pandemia con le sue 14 vittime. E allora per quasi un mese questo 63enne, andato in pensione nell’agosto dell’anno scorso dopo una vita dedicata al lavoro, è stato in ospedale, tra ossigeno e terapia intensiva, lontano da moglie e figli. Quando è tornato a casa ha scoperto che tanti amici non li avrebbe più rivisti. «E oggi che vedo i contagi aumentare sempre di più», dice, «penso che tutti noi questa estate abbiamo dimenticato troppo in fretta quello che abbiamo vissuto. Abbiamo scordato la paura, il dolore. Oggi i contagi sono sempre di più e la paura non mi abbandona mai. Basta un niente e mi assale. Ho il terrore di ammalarmi di nuovo. Un esempio? Qualche giorno fa ho avuto un piccolo raffreddore, di quelli che possono capitare durante i cambi di stagione, ma sono andato subito a fare un test sierologico. E l’ho fatto fare anche a mia moglie. Per fortuna tutto è a posto, ma la paura è davvero tanto ed è sempre con me».
Perché sono cambiati gli orizzonti quotidiani e la scansione del tempo con i dubbi che ti succhiano i minuti e ti spettinano le certezze. «Quest’estate ci siamo tutti rilassati un po’ troppo», dice Antonio, «è bastato un attimo per farci dimenticare quello che avevamo passato con il dolore e i morti. Abbiamo pensato solo al mare, alle cene, alle cerimonie con amici e parenti. Infischiandocene di tutto e di tutti e abbiamo sbagliato. Ora ne paghiamo le conseguenze. Tutti. Perché tutti dovevamo stare più attenti, più a casa. C’è stato un eccessivo rilassamento e i contagi sono tornati a salire. Ogni sera guardo la televisione, sento quello che succede in Italia e quello che succede nel mondo. Ma il pensare che sta succedendo in tutto il mondo non mi consola proprio».
Antonio dà voce alla paura di tutti e quando gli chiedi «ma lei, che è stato un malato Covid, che consigli dà a tutti noi?» gli basta un attimo per risponderti così: «A tutti quelli mi chiedono dico non sottovalutare mai niente. Se hai il sospetto di essere stato a contatto con un positivo, allora pensaci due volte prima di tornare a casa. Perché quando ti ammali la cosa più brutta che ti assale, oltre al dolore e alla paura di non farcela, è anche il senso di colpa per aver fatto del male agli altri. Per averli condannati a quello che stai passando tu. Ecco se posso dire qualcosa allora dico di stare attenti, di seguire tutte le precauzioni, di indossare sempre la mascherina. Perché ci salvano la vita e la salvano agli altri». Perché quello che è stato può ancora essere. Sta già accadendo.
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