“Sport sotto le stelle” In migliaia celebrano i 10 anni dell’evento

23 Settembre 2018

Ma per l’impiantistica sportiva in città è un momento nero Filipponi: «Comune costretto a fare delle forzature»

TERAMO. Il decennale di “Sport sotto le stelle” è stato festeggiato da migliaia di teramani in una serata ancora estiva nella quale, a parte i soliti problemi legati a parcheggio selvaggio e traffico, si percepiva solo la faccia luminosa del pianeta sport in città: la gioia dei giovani (spesso giovanissimi) atleti di avere una vetrina nel cuore della città davanti a parenti e amici, l’orgoglio dei dirigenti e dei tecnici che li guidano. In realtà, però, la bella manifestazione nata con il centrodestra al governo della città e traghettata nell’era D’Alberto dall’infaticabile ex assessore Guido Campana, uomo per tutte le stagioni, ha celebrato la decima edizione in un momento tremendo per lo sport cittadino. Momento dovuto soprattutto a degrado e problemi gestionali degli impianti, e a dirlo basterebbero le “fughe” di San Nicolò e Virtus Teramo (la seconda e la terza squadra di calcio del comune) rispettivamente a Notaresco e Nereto. L’unica buona notizia degli ultimi mesi è stata la riapertura della piscina comunale. Per il resto, un pianto greco che coinvolge un po’ tutti: dalle realtà sportive maggiori (Teramo calcio e Teramo basket, pallamano di serie A) a quelle cosiddette minori; e tra tante ne prendiamo due, il Gs Aprutino di pattinaggio artistico e il Teramo rugby, costrette a fare attività in impianti – la pista dell’Acquaviva e l’ex stadio Comunale – che definire degradati è poco.
Al di là delle parole più o meno di circostanza dell’inaugurazione, voluta dal vescovo Leuzzi sulla scalinata del duomo (bello, comunque, il saluto del sindaco D’Alberto, che ha detto: «Dei valori di coesione che porta lo sport Teramo ha bisogno ora più che mai»), “Sport sotto le stelle” era l’occasione per riflettere sul da farsi. E il Centro lo ha fatto con l’assessore allo sport Antonio Filipponi, che ha detto: «La situazione è drammatica, non lo nascondiamo. E certamente lo sgombero dell’ufficio tecnico non ci facilita le cose. Per far ripartire tutti i campionati dobbiamo procedere con delle forzature, assumendoci le responsabilità, altrimenti non risolviamo. Il PalaScapriano? Costa mille euro al giorno, in attesa di fare un bando stiamo seguendo la strada della gestione diretta da parte del Comune. Pattinaggio e rugby? Sappiamo bene in quali impianti si allenano, ma quegli impianti vogliamo affidarli con il project financing alle società che su di essi vogliono investire. Per la pista abbiamo già detto sì al Gs Aprutino. I campi di calcio frazionali? Speriamo di poter ripristinare presto il contributo alle società che li gestiscono, va fatta una variazione di bilancio».(d.v.)
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