Stangata sulle bollette dell’acqua In tv l’accordo Ruzzo-condomini

4 Febbraio 2016

Roseto, “Mi manda Rai3” si è occupato del caso dei conti salati causati dai contatori condivisi Il presidente Forlini incontrerà gli amministratori degli stabili per trovare una soluzione

ROSETO. Acqua salata. È il titolo scelto da Elsa Di Gati, la giornalista che conduce il programma ‘Mi manda Rai3’, per la trasmissione andata in onda ieri mattina e che aveva come protagonisti un gruppo di condomini rosetani furiosi con il Ruzzo per le tariffe dell’acqua giudicate troppo elevate.

Ospiti in studio le parti in causa, cioè i legali che curano gli interessi dei condomini, e il presidente della Ruzzo reti, Antonio Forlini, in collegamento Skype. Quest’ultimo ha confermato la propria disponibilità a incontrarsi con gli amministratori condominiali, che rappresentano circa 300 famiglie solo a Roseto, per cercare insieme una soluzione condivisa.

«Mi sembra un buon passo in avanti», ha sottolineato la conduttrice, «e Mi manda Rai3 sarà pronta a tornare sull’argomento per raccontare l’esito del prossimo incontro». Tutto risolto, dunque? Niente affatto, perché le posizioni espresse durante la trasmissione sono sembrate piuttosto lontane.

Da una parte, infatti, i condomini pronti a dare vita a una class-action affinché le fatture del Ruzzo vengano ridotte, visto che da qualche anno i costi sono triplicati. Dall’altra il presidente del Ruzzo, il quale ha ricordato che i condomini in questione, forse per ottenere un risparmio, hanno scelto consapevolmente di dotarsi di un impianto multiplo con contatore singolo, cioè di un contatore centralizzato. Pertanto a questo punto sarebbe impossibile, secondo il presidente Forlini, differenziare i profili tariffari per fasce di utenti e, quindi, applicare le relative agevolazioni.

Ma forse una soluzione sarebbe possibile. «Se gli amministratori hanno il consenso dei condomini e la cosa è strutturalmente fattibile», ha detto infatti Forlini, «si potrebbe installare un impianto che consenta di avere contatori secondari riferiti a uno specifico contratto per ogni singola unità abitativa». Resta comunque il problema delle cosiddette quote fisse, che gli amministratori vorrebbero pagare una sola volta visto che il Ruzzo considera un solo contatore.

In pratica, a ciascun condominio che rientra nella medesima categoria, cioè con un contatore centralizzato, viene applicata una quota fissa che però non viene contabilizzata una sola volta come sarebbe logico, bensì viene moltiplicata per ogni appartamento. Un’operazione che fa lievitare a dismisura i costi delle bollette e che gli amministratori vorrebbero pagare una sola volta, come sembrerebbe logico. Infine, ammesso che si riesca a trovare un punto d’incontro, resterebbe aperto l’aspetto relativo alle fatture già pagate dopo gli aumenti e gli eventuali rimborsi retroattivi che i condomini pretenderebbero.

Federico Centola

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