Statale 259, è pronta l’ordinanza: si attende l’ok al taglio di 16 alberi

6 Ottobre 2022

Intanto il comitato di via Risorgimento chiede ai cittadini di inviare e-mail di protesta all’Anas: «L’ente ha creato questo disagio e deve risolverlo». Le attività commerciali valutano azioni legali

MARTINSICURO. Potrebbe essere questione di ore il via libera per la riapertura del tratto martinsicurese della statale 259, chiuso da ormai venti giorni dall’Anas dopo la caduta di tre tigli malati con pesantissime conseguenze per tutta la Val Vibrata. Il Comune di Martinsicuro ha inviato alla Sovrintendenza regionale per i beni paesaggistici la relazione dell’agronomo a cui aveva dato mandato per la verifica delle piante della strada e aspetta, a quanto pare a brevissimo termine, la risposta dell’ente sovracomunale. Se verrà considerata giusta la relazione dell’agronomo il sindaco Massimo Vagnoni è pronto ad emettere apposita ordinanza all’Anas per l’abbattimento degli alberi pericolosi e la successiva riapertura della strada. Queste le intenzioni dell’amministrazione retta da Vagnoni, che sta seguendo con la massima attenzione la situazione pressata da cittadini e operatori economici. I tigli malati di cui è previsto l’abbattimento sono 16 secondo la relazione dell’agronomo.
Intanto il comitato per la riqualificazione di via Risorgimento ha avviato una protesta civile, una sorta di reclamo di massa verso il servizio clienti dell’Anas, invitando i cittadini della Val Vibrata a inviare delle mail, indicati due indirizzi, con la sola scritta "Riaprite la Ss 259 Val Vibrata". Per il comitato la chiusura del tratto di strada sta causando disagi, rischi e costi che Anas è deputata a risolvere, preservando il patrimonio storico e ambientale. Il comitato posta sul web due Pec inviate all’Anas, datate febbraio e inizio di settembre, alle quali non ha avuto nessuna risposta, oltre a un’altra datata maggio in cui si chiedevano interventi. «Una serie di comunicazioni e richieste di documentazione», fanno sapere dal comitato, «che va avanti da quasi quattro anni, e che Anas ha ignorato e ritenuto cestinabili. In tutto questo tempo il responsabile regionale, Antonio Marasco, sapeva benissimo che c’erano delle piante a grave rischio caduta, ma ha lasciato in piedi questo rischio per l’incolumità di persone e cose. Sapeva che prima o poi qualcosa sarebbe accaduto, ma ha deliberatamente atteso l’occasione per far valere la sua posizione di potere e chiudere la strada. Ora mantiene questo braccio di ferro perché è deciso ad eliminare totalmente un monumento verde che caratterizza il nostro paesaggio, che fa parte della nostra storia, patrimonio di tutti. Chiude perché secondo lui gli alberi sono improvvisamente pericolanti, senza nessuna considerazione per tutti gli utenti, i residenti, le attività commerciali e i servizi di soccorso che su quella strada si muovono ogni giorno». Il tratto di strada chiuso sta mettendo in ginocchio l’economia commerciale della zona. Sembra che esercizi commerciali dei centri Grillo e Val Vibrata siano pronti a presentare una istanza di risarcimento per "danno ingente".
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