Straordinario alle stelle, la Asl costretta a pagare 165mila ore

21 Giugno 2019

Secondo le previsioni nel 2018 bisognava lavorarne 96mila ma la spesa è quasi raddoppiata I sindacati accusano: «Invece di trovare i soldi non ci vogliono liquidare la produttività»

TERAMO. Asl, straordinari alle stelle e quindi non si sa che fine fa il pagamento di un’altra voce accessoria, cioè la produttività. È questo lo scenario che dipingono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl dopo un incontro che si è svolto con i vertici della Asl.
Tutto nasce dal fatto che rispetto alle 96mila ore di straordinario preventivate nel 2018, il personale del comparto (cioè quello non medico, circa 2.200 unità) ne ha svolte ben 165mila. E quindi la Asl ha comunicato ai sindacati «che non rispetterà l’accordo per cui nella mensilità di luglio 2019 doveva essere pagato il saldo della produttività 2018 al personale del comparto. La motivazione alla base di tale decisione è che nel corso del 2018 si è superato di oltre il 70% il budget delle ore destinate allo straordinario. Straordinario che si è reso necessario per il raggiungimento dei livelli essenziali di assistenza della Asl di Teramo», fanno notare Pancrazio Cordone (Fp Cgil), Andrea Salvi (Cisl Fp) e Alfiero Di Giammartino (Uil Fpl), «il motivo di sconcerto lo troviamo nella facilità con cui la direzione strategica ha pensato di risolvere il problema: un travaso da un fondo all’altro di risorse economiche, senza nemmeno aver accennato a voler intraprendere una interlocuzione, per esempio, con la Regione per vedersi riconosciute risorse aggiuntive. Se è vero, come è vero, che tra Asl abruzzesi, quella teramana è l’unica a chiudere in attivo il proprio bilancio, così come sottolineava in un comunicato l’allora consigliere della Regione, oggi assessore Febbo, è del tutto impensabile aprire un tavolo di confronto con la Regione per veder riconoscere alle lavoratrici e ai lavoratori che hanno contribuito con il proprio lavoro a raggiungere un risultato così importante, risorse aggiuntive da destinare all’istituto della produttività così come previsto dal contratto nazionale? O forse in questo momento storico, visto che si è in periodo di nomine di direttori, aprire un tavolo di confronto regionale non lo si ritiene opportuno e si sceglie la strada più facile di mettere le mani sui fondi dei dipendenti sperando nel silenzio degli stessi?».
La Asl, dal canto suo, sostiene che nulla è deciso. «Abbiamo avviato una verifica per capire perchè e in quali settori si è verificato il notevole aumento dello straordinario», spiega il direttore amministrativo Maurizio Di Giosia, «il fondo relativo a competenze accessorie, fasce e incentivi non si può sforare e fra straordinari e produttività sforiamo di circa un milione». Il “conto” degli straordinari del 2018 – che evidentemente risente delle gravi carenze di personale – è in effetti piuttosto salato: è di circa un milione 800mila euro.
I sindacati chiedono il rispetto dell’accordo «che prevede la liquidazione a luglio 2019 della produttività 2018 nella misura contrattata in precedenza e l’impegno a reperire le risorse necessarie per retribuire lo straordinario di chi, sacrificando le proprie attività, ha svolto un servizio essenziale per la comunità». Altrimenti, annunciano battaglia.
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