Sulla carta d’identità il sì alla donazione degli organi

22 Gennaio 2016

Da lunedì i teramani potranno esprimere la propria volontà all’anagrafe L’anno scorso in provincia solo quattro espianti, tanti familiari dicono no

TERAMO. La legge garantisce libera scelta sulla donazione degli organi eppure Teramo, in tal senso, è indietro anni luce. Basti pensare che nel 2015 sono stati appena 12 i pazienti che avrebbero potuto donare gli organi e solo quattro espianti sono andati in porto visto che in cinque casi c’è stata l’opposizione dei familiari e in tre casi l’arresto cardiaco è sopraggiunto prima dell’espianto. Numeri che danno il senso di quanto Teramo sia indietro in questa scelta di civiltà, ma fortunatamente qualcosa può cambiare. Da lunedì i cittadini maggiorenni potranno esprimersi e dare il consenso alla donazione dei propri organi direttamente al momento del rilascio della carta d’identità negli uffici all’anagrafe del Comune di Teramo. La loro volontà sarà poi registrata nel sistema informativo trapianti regionale. L’iter, molto semplice, è stato disciplinato da un protocollo di intesa che il Comune, su impulso dell’assessore Mirella Marchese e del sindaco Maurizio Brucchi, hanno siglato con la Asl di Teramo, il centro regionale trapianti e le associazioni dei donatori Aido e Aned. I partner credono molto nella validità del progetto, intitolato “Una scelta in Comune”, con cui si punta ad aggirare le opposizioni dei parenti, chiamati a fare una scelta delicata in un momento già doloroso, e di conseguenza il più delle volte contrari.

«Innanzitutto va spiegato che la legge italiana», ha detto Federica Venturoni, dirigente medico dell’unità operativa di anestesia e rianimazione del Mazzini di Teramo, «è molto garantista. Sia i tempi di osservazione che l’iter per accertare la morte cerebrale sono più lunghi e complessi che in altri Paesi. Purtroppo nel momento in cui comunichiamo l’accertamento della morte, è difficile strappare un consenso ai parenti poiché in quel momento c’è il rifiuto della morte piuttosto che il rifiuto della donazione, con la conseguenza di numeri risibili per gli espianti». Il manager Asl Roberto Fagnano ha ricordato inoltre come la Asl di Teramo non dispone di un’organizzazione per effettuare anche i trapianti di organi e tessuti, ma solo gli espianti, pur avendo convenzioni con altre realtà. Con la firma del protocollo, oltre ad aggirare il problema della scelta in un momento doloroso, si evita anche di affidare la scelta ai parenti più prossimi poiché sarà il paziente stesso a dichiarare in vita la sua volontà. «Tanto per rendere l’idea», spiega Luca Caniglia del coordinamento regionale trapianti, «basti pensare che in Abruzzo abbiamo il 35% di opposizioni per tutti i potenziali donatori. Invece nei Comuni che sono già partiti i progetti di questo tipo le opposizioni sono al 12%».

«Ovviamente nessuna scelta è incontrovertibile», ha spiegato l’assessore Mirella Marchese, «il consenso può essere revocato o concesso anche in un secondo momento, oppure si può rifletterci compilando poi il modulo direttamente alla Asl o nelle associazioni impegnate in questo ambito. Riteniamo tuttavia che esprimere direttamente la volontà nella fase di rilascio o rinnovo della carta d’identità sia un modo per tutelare direttamente le volontà dell’interessato, oltre che compiere un gesto di civiltà e sensibilità per dare vita e speranza alle persone meno fortunate».

Marianna De Troia

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