Svuotata la Patrimonio: manterrà soltanto farmacia e segnaletica

Il Comune detta le linee guida per il risanamento della società partecipata: torneranno all’ente piazza Dalla Chiesa e decine di immobili, parcheggi a pagamento, verde, cimiteri e mercato ittico
GIULIANOVA. Ha preso il via venerdì, con l’assemblea della società, l’azione di risanamento – che si tradurrà in un sostanziale svuotamento – della municipalizzata Giulianova Patrimonio, così come indicato nella delibera di giunta del 23 marzo scorso. Questo provvedimento, preso all’unanimità e in considerazione dello stato di crisi della controllata, dava mandato al sindaco, in qualità di socio unico della società, di chiedere la convocazione urgente dell’assemblea societaria per fare il punto sullo stato di avanzamento della redazione del piano di risanamento e diffidare, in caso di necessità, la società a provvedere, nel termine di 15 giorni dall’assemblea, ad adottare e trasmettere al Comune il piano. Si tratta di un obbligo normativo al quale la Giulianova Patrimonio non può sottrarsi dopo aver chiuso tre esercizi consecutivi in perdita (per un totale di 805mila euro) e di cui il Comune deve prendere atto accettando, con apposita delibera di consiglio, il relativo piano di risanamento. Venerdì mattina si è tenuta l’assemblea della società dove sono state dettate e individuate le linee guida al fine di formulare un piano che sia la piattaforma per il salvataggio dell’azienda municipalizzata. L’amministratore unico della Giulianova Patrimonio, Federico Iachini, e il direttore generale, Paolo Gatti, hanno l’obbligo di trasmettere entro il prossimo 16 aprile il documento di risanamento da sottoporre successivamente al consiglio comunale.
Nel corso dell’assemblea sono state definite le linee guida da mettere in atto per rimuovere dalle secche la Giulianova Patrimonio, che a breve dovrebbe spogliarsi delle molteplici attività curate in proprio. Alla fine, dopo l’operazione di sfoltimento, rimarrebbe ben poco in capo all’azienda controllata. Piazza Dalla Chiesa tornerebbe nella disponibilità del Comune e con essa diverse decine di immobili ubicati all’interno del centro storico. Si è preso atto del fallimento del progetto di “housing sociale” il cui costo, per circa 15 anni, ha gravato sul bilancio della Patrimonio che, al contrario del Comune, non prevede all’oggetto sociale attività di solidarietà. Tra l’altro, il regolamento sulla gestione dei cespiti impedisce di fatto la dismissione degli stessi, come da più parti auspicato visti gli alti costi manutentivi rispetto ai marginali ed esigui canoni di locazione. Anche i parcheggi a pagamento torneranno al Comune assieme alla manutenzione del verde, che successivamente potrebbe essere esternalizzata a terzi come pure i servizi cimiteriali. La gestione del mercato ittico passerebbe in capo al costituendo consorzio e alla municipalizzata rimarrebbero solo la farmacia comunale e la segnaletica orizzontale stradale.
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