Sì alla Carta del docente: accolti i ricorsi di 12 insegnanti precari

La Corte d’appello stabilisce che il bonus da 500 euro spetta anche a loro e non solo ai prof di ruolo La Cisl aveva impugnato le sentenze di primo grado, che riconoscevano il diritto solo per un anno
TERAMO. La Carta del docente spetta anche agli insegnanti precari. Un diritto non scontato, tanto che sono serviti i tribunali per riconoscerlo. Tribunali che, però, non sempre sul tema si sono espressi in maniera univoca. Compreso quello di Teramo, dove sono approdati decine e decine di ricorsi promossi da docenti ai quali – proprio in virtù del loro status di precari – è stata negata la Carta, che consiste in un bonus da 500 euro per beni e servizi legati alla cultura e alla formazione professionale. Una forma di discriminazione che ha spinto molti lavoratori e lavoratrici ad affidarsi alla Cisl di Teramo per affrontare l'iter giudiziario con un’adeguata assistenza legale. Le cause hanno però portato, in primo grado, a sentenze non sempre allineate agli indirizzi giurisprudenziali già emersi altrove e all'interno dello stesso tribunale aprutino. Il diritto a usufruire della Carta del docente, in oltre 60 casi, è stato infatti riconosciuto parzialmente, cioè solo per un anno di docenza e senza tenere conto del pregresso. Queste sentenze sono state impugnate dalla Cisl tramite l'avvocata Francesca Scarpantonio che, in appello, sta incassando le prime vittorie.
La scorsa settimana la sezione Lavoro e Previdenza della Corte d'appello dell'Aquila si è pronunciata su 12 ricorsi, accogliendoli tutti e riconoscendo il diritto degli insegnanti precari teramani al bonus anche per gli anni pregressi. Altre 50 cause identiche sono ancora pendenti dinanzi ai giudici aquilani. «Ho accolto con grandissima soddisfazione il favore delle prime sentenze emesse dalla Corte d'appello in quanto sin da subito mi sono fatta promotrice nella provincia di Teramo dell’azione che ha consentito anche ai docenti precari di ottenere il diritto al riconoscimento del bonus di 500 euro previsto dalla norma solo per gli insegnanti di ruolo», commenta l'avvocata Scarpantonio, «dopo gli iniziali nonché numerosi risultati positivi conseguiti, presso il tribunale teramano si è fatto strada un orientamento contrastante che ha creato non solo malcontento tra i ricorrenti/precari, ma una vera e propria ingiustizia che meritava di essere superata. Pertanto, ancora una volta, ho deciso di scendere in campo patrocinando in secondo grado l’azione che riconoscesse non uno, ma tutti i bonus vantati dai docenti nel corso dei loro ultimi cinque anni di precariato: l’esito positivo non ha tardato. Ho creduto fortemente in questa iniziativa con l’obiettivo di favorire, in primis, un indirizzo giurisprudenziale unitario nel pieno interesse dei miei assistiti, e poi di dare un segnale forte a tutti i docenti precari pregiudicati dalla normativa vigente che volessero intraprendere un’azione legale. Il risultato ottenuto mi ha reso orgogliosa delle battaglie che da anni mi vedono in prima linea nella difesa dei diritti dei più deboli nel sistema scolastico».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

