Tac fuori uso da dieci giorni Pazienti in fuga nelle Marche

Il macchinario è molto vecchio e non è mai arrivato l’altro apparecchio promesso dalla Asl Nel frattempo si allungano le liste di attesa per gli esami diagnostici e i malati vanno altrove
SANT’OMERO. La Tac di Sant’Omero è fuori uso da dieci giorni e l’utenza migra altrove. La tomografia assiale computerizzata, che dovrebbe andare in pensione ma che continua ad essere utilizzata all’ospedale di Sant’Omero, è una delle apparecchiatura di diagnostica per immagini più richiesta insieme alla risonanza magnetica e all’ecografia.
La radiologia di Sant’Omero è fra le più produttive della Asl assorbendo una domanda di prestazioni elevata. A oggi, non c’è verso per la riparazione dell’apparecchiatura ed il ritardo rischia di costare mobilità passiva (e quindi denaro) alla Asl soprattutto da parte dell’utenza della Val Vibrata che trova più facile e comodo servirsi delle cliniche private convenzionate marchigiane, specie quelle di San Benedetto del Tronto ed Ascoli Piceno. Per di più, l’impegno annunciato alcuni mesi fa di trasferire al presidio sanitario santomerese una Tac sottoutilizzata a Teramo finora non si è concretizzato.
Quella che avrebbe dovuto essere installata al “Val Vibrata” – in attesa che venga ufficialmente intitolato a Ester Pasqualoni – non era un’apparecchiatura di diagnostica nuova di zecca ma di una usata dell’ospedale Mazzini di Teramo che sarebbe stata ammodernata per rispondere alle esigenze di svecchiamento delle attrezzature di Sant’Omero.
Quella in uso (e rotta) al Val Vibrata è obsoleta e soprattutto poco innovativa. E’ una “due strati” rispetto all’altra che, seppur usata, fornirebbe una lettura superiore in termini di risoluzione delle immagini. Avere una Tac nuova a Sant’Omero è un miraggio. I dati dicono che l’utenza della costa vibratiana con Colonnella ed altri comuni dell’hinterland, con impegnativa del medico curante, si rivolge alle strutture sanitarie sanbenedettesi. Quelle più a confine con Ascoli Piceno si spingono invece verso il capoluogo marchigiano. Da quelle parti, infatti,effettuano prestazioni di diagnostica in pochi giorni. Inoltre, l’impossibilità di avere una risonanza magnetica nucleare spinge l’utenza a servirsi, anche in questo caso, di strutture private o di cliniche convenzionate con il servizio sanitario regionale di fuori Abruzzo contribuendo ad aumentare la spesa sanitaria regionale. Le Marche la fanno, insomma, da padrona.
La lista d’attesa, poi non depone a favore della Asl di Teramo. A Sant’Omero per una Tac addome si arriva a gennaio 2018, per una Tac cranio ad ottobre e per una radiografia a novembre. Sulla questione della Tac da trasferire da Teramo a Sant’Omero, anche la Cgil di presidio aveva sollevato proteste perché non aveva visto mai attuarsi l’impegno della Asl a svecchiare le apparecchiature in dotazione alla radiologia del “Val Vibrata”.
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