Tagli all’assistenza, sale la rabbia Brucchi: «Renzi ci lascia soli»

Il sindaco accusa il Governo e studia soluzioni per aiutare le famiglie che ora devono contribuire alle spese per i malati gravi: «Da gennaio sono pronto ad alzare le soglie sotto cui c’è l’esenzione»
TERAMO. Monta la rabbia delle famiglie dei disabili teramani sulla compartecipazione alle spese dei servizi sociali di assistenza, ma anche quella del sindaco Maurizio Brucchi, che se la prende con il Governo e le storture del nuovo Isee da presentare per il bando, che non consentirebbe di fotografare lo status reale di una famiglia. Il primo cittadino è nero con Matteo Renzi («Il Governo fa queste politiche e poi sono i sindaci a doverci mettere la faccia di fronte alla gente») ma si dichiara comunque disponibile ad alzare l’asticella dei parametri per ottenere i contributi ed è pronto a valutare caso per caso alcune soluzioni. E’ quanto emerge alla vigilia della protesta organizzata per domani pomeriggio alle 16.30 in piazza Orsini da un gruppo di famiglie teramane, indignate dagli esiti della graduatoria sull’assistenza domiciliare ai disabili, drasticamente ridimensionata, ma anche sulle spese da sostenere per compartecipare al servizio così come introdotto da quest’anno.
Brucchi prova a stemperare i toni ritenendosi pronto a trovare soluzioni nell’immediato, come quella di avviare per i ragazzi autistici, d’intesa con la Asl, un centro diurno a partire da settembre grazie a un contributo concesso dalla Banca popolare di Bari, in affiancamento alle attività dell’iperbarico. Rimane il problema del monte ore dell’assistenza fortemente ridotto e della contrazione dei beneficiari. Brucchi se la prende con i nuovi criteri dell'Isee: «Personalmente non ritengo giusto che anche i risparmi di una famiglia, accantonati con sacrificio dai genitori di un ragazzo disabile per garantirgli un futuro, vadano conteggiati con la capacità di reddito. Ma non è colpa nostra, noi abbiamo modulato le soglie Isee sul precedente piano di zona. Il nuovo piano deve essere ancora varato e non sappiamo ancora quanto ci riconoscerà la Regione. Fermo restando che trovo giusta la compartecipazione, poiché chi più ha più deve dare», aggiunge il sindaco, «sono pronto da gennaio ad alzare le soglie sotto cui sono previste esenzioni».
Come ha spiegato l’assessore comunale al sociale Valeria Misticoni, attualmente l’esenzione è riconosciuta solo per chi ha presentato un Isee inferiore ai 5mila euro all’anno (che equivalgono circa a 10-12mila euro di reddito reale). Per i redditi compresi dai 5001 ai 6mila e 800 euro la compartecipazione delle famiglie è di un euro all’ora, mentre dai 6.801 euro ai 14mila euro la spesa da sostenere è calcolata con coefficienti progressivi fino a una compartecipazione massima di 5 euro all’ora. Sopra i 14 mila euro di reddito Isee (dunque circa 30mila euro di reddito reale), il servizio può essere richiesto ma è completamente a carico delle famiglie. L’assessore fa presente che si tratta di servizi per i quali il Comune spende circa 15-16 euro all’ora e che non si tratta di tagli ma di una razionalizzazione delle risorse. «Le ore infatti», spiega la Misticoni, «sono state ridimensionate per quei nuclei familiari che cumulavano in passato almeno quattro servizi, ma in compenso hanno avuto accesso all’assistenza molti genitori che in passato erano esclusi da una graduatoria cristallizzata di cui beneficiavano sempre sempre gli stessi: circa 110 famiglie. Di questi nuclei quasi una trentina quest’anno non hanno fatto domanda e tra loro alcuni non hanno presentato il reddito Isee, segno della consapevolezza della capacità economica. In compenso», ha concluso la Misticoni, «con il bando di quest’anno tutte le 44 domande sono state ammesse, pur con le dovute rimodulazioni frutto di una redistribuzione equa dei servizi».
Marianna De Troia
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