Tagliati i costi del servizio rifiuti Sconto in bolletta del 10,7%
Il Comune impone alla Team una riduzione di 700mila euro delle spese, ritenendole ingiustificate A beneficiarne già nel 2019 saranno le famiglie, per le attività produttive la Tari resterà invariata
TERAMO. I rifiuti quest’anno costeranno 700mila euro in meno. È la stima calcolata dal Comune sulla base dei conti presentati dalla Team, la società che gestisce la raccolta differenziata porta a porta. Più che il frutto di un’intesa sulle spese, preventivate per l’anno in corso e a consuntivo per il 2018, la riduzione è la conseguenza di somme richieste dall’azienda e non riconosciute dall’amministrazione nella doppia veste di cliente e socio di maggioranza relativa. Il sindaco Gianguido D’Alberto mette in chiaro da subito la sostanziale divergenza tra i calcoli della società e quelli del Comune: non dovuta, tiene a precisare, ai recenti dissapori tra lui e il presidente Pietro Bozzelli, ma alla «volontà di incidere sulla viziata gestione dei rapporti tra politica e Team».
LO SCONTO. A beneficiare dell’inversione di rotta, che dopo l’introduzione del porta a porta ha fatto lievitare i costi da otto a quasi 11,8 milioni, saranno le famiglie. La ripartizione del carico Tari tra utenze domestiche e attività produttive rimarrà più o meno identica a quella introdotta l’anno scorso dal commissario Luigi Pizzi a vantaggio delle aziende. L’effetto della minore spesa, insomma, dovrebbe essere duplice. «Nessuna variazione per le attività produttive», annuncia il sindaco, «e una riduzione della tassa del 10,72% per le famiglie». Questa sarà la conseguenza più diretta e concreta della sforbiciata imposta dal Comune ai conti presentati dalla Team. Rispetto agli 11,78 milioni di spesa messa in preventivo dalla società e presentata all’ente tramite il piano economico e finanziario della Tari per il 2018, l’amministrazione ha riconosciuto un importo di 10,92 milioni.
COSTI CONTESTATI. L’ente in pratica ha cancellato 316mila euro di maggiori costi per l’anno passato e in teoria da recuperare nel 2019. Al contrario i calcoli dell’amministrazione riferiti al 2018 indicano costi ridotti di 225mila euro in confronto al preventivo corrispondente, che ammontava a 11,62 milioni. Su quest’ultimo dato l’ente dunque ha stimato la riduzione dell’importo complessivo pagabile alla Team. Dalla somma richiesta il Comune ha scorporato altre quote contestate perché ritenute ingiustificate. Tra queste rientrano costi che la società ha assommato nel piano finanziario per la Tari: sono relativi a transazioni e spese legali derivate da licenziamenti di personale, in particolare di tre dirigenti negli ultimi anni, ma anche gli esborsi per servizi esternalizzati come la gestione del call center e delle buste paga, nonché le consulenze tecniche. «Scelte sbagliate riguardanti i dipendenti non possono gravare sui cittadini attraverso la tassa», tiene a precisare il sindaco, «siamo stati comunque prudenti nel taglio delle stime, con interventi solo parziali».
STIME AL RIBASSO. Le contestazioni, in sostanza, avrebbero riguardato solo le voci di spesa palesemente immotivate, senza entrare nel merito di altri costi considerati comunque discutibili. «Sentiamo la responsabilità di essere socio della Team», fa notare il sindaco, «e una riduzione maggiore avrebbe compromesso la tenuta contabile della società». La stretta sui conti del sistema porta a porta risponde a una logica già applicata dall’amministrazione che si è insediata poco meno di un anno fa anche al Ruzzo e ad altre società partecipate. «Abbiamo adottato un atteggiamento più incisivo di controllo», precisa D’Alberto, «a tutela dei cittadini». Il sindaco aggiunge che i dati contestati non sono stati inseriti quest’anno per la prima volta nel piano economico della raccolta differenziata dei rifiuti, ma risalgono alla precedente «gestione scriteriata». L’amministrazione, in pratica, ha eliminato dal conto presentato dalla Team le spese che esulano dal servizio fornito. «Non è possibili che sui cittadini si carichino costi gestionali», fa rimarcare il sindaco, «cresciuti dal 64 al 79%».
LA TRASPARENZA. Oltre al segnale politico D’Alberto sottolinea anche un elemento di trasparenza. «Il piano economico della Tari tornerà in consiglio dopo tre anni», conclude, «perché nel 2017 il bilancio non fu approvato a causa della crisi della precedente amministrazione e l’anno scorso è stato adottato dal commissario».
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