Tancredi: «Flop ai Prati, la colpa è di Di Sabatino»

Il deputato attacca il presidente della Provincia: «Una vergogna che a fine luglio gli impianti siano fermi perché manca una carta. Non c’è alcun progetto»
PIETRACAMELA. «È una vergogna che a fine luglio la cabinovia non sia stata riavviata per la mancanza di un’autorizzazione e che la Provincia se ne sia accorta solo sabato scorso. Ci fosse stato un motivo più serio... ma si sta perdendo un’altra stagione estiva per un adempimento formale e la cosa è ancora più grave». Queste le parole del parlamentare teramano di Alternativa popolare Paolo Tancredi sulla situazione della cabinovia della Madonnina di Prati di Tivo, che avrebbe dovuto riaprire sabato scorso come annunciato dalla Gran Sasso Teramano spa proprietaria degli impianti, oggi in liquidazione. Riapertura poi rimandata a metà di questa settimana per la mancanza dell’ultima autorizzazione, la firma dell'ufficio del ministero dei Trasporti Ustif per la nomina del capo servizio dell’impianto, come ha chiarito il presidente della Provincia di Teramo Renzo Di Sabatino. La Provincia è, infatti, socio di maggioranza della Gran Sasso spa.
Tancredi replica alle parole di Di Sabatino, che ha spiegato le motivazioni del ritardo legandole, oltre alla mancata autorizzazione, anche a problemi connessi alla precedente gestione, e garantendo il riavvio entro qualche giorno. «Con tutta la cortesia e lo spirito costruttivo, non è possibile accettare ciò che è accaduto lo scorso weekend sulla cabinovia dei Prati», sostiene Tancredi, «non si può rinunciare alla riapertura di un impianto per la mancanza di un’autorizzazione creando un danno enorme alla stazione. Se quell’impianto ancora non funziona è per colpa della Provincia e del presidente Di Sabatino che aveva il dovere di sapere cosa fare».
Tancredi critica la decisione assunta dalla Provincia di mettere in liquidazione la Gran Sasso spa. «Di Sabatino ha voluto a tutti i costi la liquidazione senza dire cosa avrebbe fatto dopo. Operazione che sarebbe potuta andare anche bene perché la società aveva dei problemi di bilancio, ma a patto che ci fosse stata una prospettiva su cosa si sarebbe fatto dopo; e invece ci troviamo a fine luglio con l’impianto chiuso e nessun progetto per il futuro. E il presidente è il responsabile di tutto questo. L’unica volontà che ha espresso è stata l’avvicendamento delle cariche». Tancredi fa riferimento alla società prima che venisse messa in liquidazione. «Finchè c’è stata la Gran Sasso con l’amministratore Marco Bacchion, tra tante difficoltà, gli impianti hanno sempre aperto», dice, «ma Di Sabatino si è intestardito a cacciare Bacchion e ha messo i due liquidatori Luca Di Eugenio e Sergio Saccomandi senza pensare al bene dei Prati, peraltro non a costo zero perché essi non lavorano gratis, ma allo stesso costo dell’amministratore. Noi vorremmo sapere chiaramente dalla Provincia come vede Prati di Tivo nel futuro e le prospettive», conclude, «ma c’è solo arroganza e voglia di testimoniare un potere. C’è stata solo una corsa alla liquidazione, ma per tutto il resto non si è fatto e non si sta facendo niente».
Adele Di Feliciantonio
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