Tancredi, sì al progetto di Renzi «Ma resto fuori dalla politica»

2 Ottobre 2019

L’ex parlamentare presente all’incontro di Italia Viva : «In passato ho già condiviso la sua linea»  Critico il giudizio sull’amministrazione D’Alberto: «Lui è troppo burocrate, servono scelte forti»

TERAMO. Il progetto ‘Italia viva’ gli piace ma non lo vedrà protagonista attivo. Paolo Tancredi è tornato sulla scena politica, nel contesto rosetano dell’incontro di lunedì pomeriggio con Ettore Rosato, coordinatore nazionale del movimento creato da Matteo Renzi, per una questione di amicizia, ma senza l’intenzione di rimettersi in gioco in un ruolo operativo. «Faccio il professionista, dopo vent’anni di impegno come legislatore», premette, «e per ora non voglio candidarmi a nulla né ricoprire alcun ruolo attivo: tra cinque o dieci anni vedremo».
Quella di lunedì è stata soprattutto una presenza di cortesia a Roseto. «Sono amico di Rosato», chiarisce, «mi ha chiamato invitandomi a quell’iniziativa e sono andato a salutarlo molto volentieri». L’ex parlamentare sottolinea il legame con il vicepresidente della Camera e coordinatore di ‘Italia viva’. «Con lui ho condiviso le battaglie a sostegno dei governi Letta, Renzi e Gentiloni», afferma, «e non le rinnego, anzi le rivendico». La fase della militanza in prima linea però al momento è accantonata. «Sono già stato renziano», tiene a precisare, «anche se con qualche perplessità». L’operazione avviata dall’ex premier fuoriuscito dal Pd, comunque, è destinata a togliere l’ex parlamentare dall’imbarazzo elettorale. «In questo momento non saprei chi votare», osserva, «sono antisovranista e anticomunista, non sono di sinistra e non potrei mai entrare nel Pd». ‘Italia viva’ gli offre quanto meno una prospettiva di recupero di uno spazio identitario più che operativo. «Renzi gioca la partita su un campo che è il mio, quello del moderatismo liberale», chiarisce, «e per questo la guardo con molta attenzione». L’operazione avviata dall’ex premier, a detta di Tancredi, per ora è finalizzata alla riconquista di consenso più che alla strutturazione di un partito. «Non ha bisogno di chi gli organizzi il territorio», mette in chiaro, «molti dinosauri come me si dovrebbero rendere conto che sono ininfluenti». Tancredi continua in ogni caso a osservare le vicende locali e non elude una prima valutazione sull’amministrazione comunale guidata da Gianguido D’Alberto. «Se il sindaco deve passare il tempo a guardarsi le carte, togliamo ogni elemento umano ed emotivo alle elezioni», spiega, «la politica è prospettiva, sogno, scelte forti e anche spregiudicatezza». Il risultato dell’amministrazione da questo punto di vista è deludente per l’ex parlamentare. «Di burocrati ce ne sono pure troppi», conclude, «le elezioni si fanno per avere una guida politica».
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