Tancredi: solo un commissario può salvare lo Zooprofilattico

10 Novembre 2015

Il deputato Ncd: «Con i pasticci che sta facendo D’Alfonso l’istituto rischia di vedere invalidati tutti i propri atti. Di Pasquale non ha i requisiti per stare nel cda, il bando per il nuovo dg è viziato»

TERAMO. «Voglio il commissariamento dell’istituto zooprofilattico, spero che il ministero della Sanità decida al più presto in questa direzione». Non usa giri di parole il parlamentare teramano di Nuovo Centrodestra Paolo Tancredi. La veemenza usata per contestare la nomina di Manola Di Pasquale a presidente del cda è la stessa con cui Tancredi ribadisce la sua posizione a favore di un commissariamento che dichiara essere finalizzato solo al rilancio dell’istituto di Campo Boario. «Se le cose vanno avanti con i pasticci che sta facendo il presidente della Regione D’Alfonso, rischiamo di mettere l’Izs in una posizione attaccabile su tutti gli atti che fa. Manola Di Pasquale è inconferibile secondo la legge Severino, ma su questo sarà l’Ente nazionale anticorruzione a pronunciarsi, ma soprattutto non ha i requisiti. La legge istitutiva dell’Izs prevede che in cda siedano persone di comprovata esperienza nella sanità animale, e per comprovata esperienza si intende un veterinario, o un docente di scienze veterinarie o il direttore di una struttura veterinaria. Requisiti che non ha Manola Di Pasquale. Qualsiasi atto del cda può essere impugnato da chiunque. Ma anche il bando per l’individuazione del direttore generale è illegittimo, come ha già rilevato il ministero. E il ministero non nasconde perplessità e timori sulla continuità di progetti come quelli sulla sanità animale nazionale e sull’anagrafe bovina. Metà delle attività condotte dall’Izs sono attività straordinarie che adesso sono messe a rischio dalle illegittimità con cui si sta perseverando».

Tancredi ribadisce che il rischio commissariamento è concreto, visto che entro il 27 settembre gli organi dovevano essere ricostituiti e per di più doveva essere approvato lo statuto. «Adesso ci troviamo invece con un cda nominato in tutta fretta con un mese di ritardo, un direttore generale che non è stato ancora nominato, il bando in corso per la sua individuazione illegittimo, così come illegittimo è il presidente del cda nominato da D’Alfonso. In questo stato di cose», conclude Tancredi, «il commissariamento è opportuno per salvare l’Izs e non per affossarlo come ritiene qualcuno».

Intanto la Regione sta procedendo nell’iter per l’individuazione del direttore generale. A breve la commissione incaricata per la valutazione dei curriculum rimetterà l’elenco degli idonei. I nomi più forti che le indiscrezioni consegnano al vaglio dell'esecutivo sono tre. Da un lato ci sono Gianluca Fiore, membro della Commissione europea con esperienza nel Centro comune di ricerca Ispra, e Antonio Petrini, dirigente veterinario dell’Izs con esperienza in numerosi progetti dell’Oie, figure a quanto pare gradite dall’assessore alla sanità Silvio Paolucci. Poi c’è l’ex rettore dell’università Mauro Mattioli, docente di veterinaria, il cui nome sarebbe caldeggiato a D’Alfonso dal centrosinistra teramano.

Marianna De Troia

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