Tassa di soggiorno Gli albergatori pronti alle barricate

GIULIANOVA. Gli albergatori ribadiscono il loro no all’imposta di soggiorno e, da gennaio, parteciperanno alle riunioni dei comitati di quartiere per far conoscere il loro punto di vista alla...
GIULIANOVA. Gli albergatori ribadiscono il loro no all’imposta di soggiorno e, da gennaio, parteciperanno alle riunioni dei comitati di quartiere per far conoscere il loro punto di vista alla cittadinanza. «Non esiste un programma né tanto meno un regolamento», riflette Marco Di Carlo, presidente della consulta del turismo e referente di Federalberghi Giulianova. «Da come abbiamo sentito, non c’è un voto all’unanimità, visto che alcuni Comuni pensano di istituire l’imposta tra due anni. In questo modo Giulianova si troverebbe isolata a combattere con Comuni limitrofi che potrebbero pubblicizzare il loro territorio come “tax free”». Il problema, spiega Di Carlo, va visto più in profondità. «Molti turisti prenotano a gennaio per l’estate», spiega il referente, «ma, visto che ancora non esiste un regolamento, saremmo costretti a richiamare il cliente, a marzo o aprile, e comunicare loro che il Comune ha deciso di istituire l’imposta e che il costo del soggiorno, dunque, è aumentato. Noi albergatori abbiamo già ragionato in passato sull’argomento: nei listini si combatte per il centesimo, se fosse stato possibile aumentare le tariffe di qualche euro l’avremmo già fatto autonomamente». Secondo gli albergatori, infatti, il rapporto qualità-prezzo dell’offerta turistica giuliese è giusta così e non va in alcun modo alterata. La consulta del turismo, in ogni modo, si è già espressa negativamente sull’imposizione della tassa e ha comunicato al sindaco il suo parere. Dal punto di vista sindacale, invece, Federalberghi è intenzionata a continuare la sua battaglia, coinvolgendo le opposizioni politiche ma anche la maggioranza. «Chiederemo alle opposizioni di combattere con noi», conclude Di Carlo, «e anche al consigliere di maggioranza Luigi Ragni, che si è già dichiarato contrario. È chiaro che il dialogo con l’amministrazione non è più possibile, è venuta meno la fiducia anche in virtù del mancato rispetto degli accordi pre-elettorali». Mastromauro, infatti, al ballottaggio con Fabrizio Retko, aveva sottoscritto un accordo con gli operatori turistici nel quale si impegnava, per tutta la durata della legislatura, a non mettere l’imposta di soggiorno.
Margherita Totaro
©RIPRODUZIONE RISERVATA

