«Tassa di soggiorno poco chiara» Albergatori sul piede di guerra

10 Giugno 2018

Una lettera al Comune per chiedere spiegazioni su numerosi aspetti del nuovo regolamento Di Carlo: «Procedure farraginose, pronti a chiederne la sospensione senza risposte immediate» 

GIULIANOVA. Se non avranno al più presto indicazioni puntuali e precise sull’interpretazione del regolamento per l’applicazione dell’importa di soggiorno, gli albergatori e gli operatori turistici ne chiederanno la sospensione.
Ad un mese dall’entrata in vigore del nuovo balzello il caos regna sovrano e tutte le strutture già aperte hanno inviato al Comune una lettera via pec per chiedere l’interpretazione puntuale di numerosi articoli del regolamento. «Quello di Giulianova è il peggior regolamento di tutta la provincia teramana», dice Marco Di Carlo, titolare dell’hotel Europa, «praticamente è stato fatto un lavoro di copia e incolla di altri regolamenti. L’amministrazione comunale non ha voluto ascoltarci e di conseguenza non si è tenuto in alcun conto le indicazioni che potevano essere date dagli addetti ai lavori che conoscono bene le problematiche del settore. Così adesso ci ritroviamo a gestire situazioni che hanno dell’assurdo». Secondo quanto previsto dal regolamento per tutto il mese di maggio i turisti hanno dovuto compilare un complicato modulo di autocertificazione per ottenere la riduzione dell’imposta, oltre a dover allegare un documento di riconoscimento. «Ma la riduzione è già prevista dallo stesso regolamento», dice Di Carlo, «e quindi non si comprende la ragione di una procedura così farraginosa a carico dei turisti singoli e dei gruppi». Naturalmente l’autocertificazione dovrà essere prodotta anche per il mese di settembre, in occasione del periodo in cui la tassa torna ad essere nuovamente ridotta. Altro aspetto poco chiaro è il termine di “famiglia” contenuto nel regolamento. «Noi non sappiamo se per famiglia bisogna intendere il nucleo composto da genitori e figli», dice Di Carlo, «oppure anche quelle coppie di fatto che non hanno contratto matrimonio. Ma potrebbero essere anche due nonni con i loro nipotini».
Altro aspetto da chiarire riguarda il temine “pernotto”: «Così come è stato scritto nel regolamento noi non siamo in grado di stabilire il momento in cui scatta un pernotto. Sarebbe stato meglio indicare orari precisi e puntuali». Insomma si naviga a vista ma gli operatori non vogliono continuare con questa incertezza. «Secondo il regolamento noi siamo definiti sostituti d’imposta», dice Di Carlo, «e pertanto ogni minimo errore comporta una denuncia penale in quanto maneggiamo denaro pubblico. Non possiamo prenderci la responsabilità di interpretare un regolamento non chiaro e impreciso. La disciplina deve essere resa più semplice e chiara e per questo deve tornare nuovamente in consiglio comunale».
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