Tassa di soggiorno, tra i Comuni va ancora trovato un accordo

8 Ottobre 2017

Dopo il via libera di Roseto solo il sindaco di Pineto è favorevole: «Ma soltanto se lo facciamo tutti» Le associazioni ribadiscono il no: «Così si creano situazioni di disparità e ci rimettono gli operatori»

ROSETO. C’è il rischio che nel 2018 la tassa di soggiorno, tra le sette località della costa teramana, la possa inserire solo Roseto. I sindaci degli altri Comuni tentennano dando risposte vaghe e, di conseguenza, l’uniformità paventata dalle associazioni turistiche rosetane diventa sempre più improbabile. Il sindaco di Pineto, Robert Verrocchio, è il più vicino al pensiero del collega rosetano Sabatino Di Girolamo. «La prossima settimana dovrebbe esserci un incontro con tutti i Comuni della costa a Roseto per parlare dell’imposta di soggiorno», dice Verrocchio, «sarebbe importante se fosse adottata da tutti i Comuni, per evitare disparità tra territori. Se ci dovesse essere questa intesa, quindi, Pineto è pronta a inserirla». Massimo Vagnoni, sindaco di Martinsicuro, è ancora titubante. «Dobbiamo ancora affrontare l’argomento», afferma, « e poi eventualmente valutare».
A fine mese si dovrà decidere se inserire o meno la tassa di soggiorno per il prossimo anno, e la situazione è ancora poco chiara. Le associazioni turistiche rosetane contestano le dichiarazioni di ieri del sindaco Di Girolamo, il quale affermava che tutti i Comuni della costa sono orientati a inserire la tassa per il 2018. «Non è proprio così», scrivono in una nota le tre associazioni, «Martinsicuro e Alba Adriatica non sono intenzionati a metterla, quindi già due Comuni non sarebbero d’accordo. I tempi sono stretti. Se tutti i Comuni non sono d’accordo noi ribadiamo il nostro no. L’introduzione dell’imposta solo a Roseto renderebbe l’offerta turistica rosetana meno competitiva deviando i flussi turistici verso quei Comuni limitrofi che non la prevedono. Solo nell'ipotesi che tutte le località balneari del Teramano adottassero l’imposta e lo facessero in maniera omogenea, con regolamento e tariffe uguali per tutti, si potrebbe avviare una discussione a favore dell’imposta di soggiorno. Ma gli altri Comuni costieri della provincia di Teramo pare che non abbiano alcuna intenzione di introdurre questo dannoso balzello in un momento così difficile e di crisi economica». Sono però anche altre le motivazioni che inducono le associazioni turistiche a ribadire il no all’introduzione dell’imposta. «La priorità di Comuni ed operatori è quella di attrarre i turisti, non di tassarli», precisano le associazioni, «l’imposta di soggiorno pubblicizzerebbe in modo negativo il nostro territorio in cui il vero motore trainante dell’economia locale è il turismo».
Mentre a Roseto la si vuole applicare, il dibattito politico nazionale è incentrato sull’eliminazione dell’imposta di soggiorno. «Anche a Roma si sta pensando di eliminarla», dice Giuseppe Olivieri, presidente di Roseto Incoming, «mentre qui si va nella direzione opposta. Tra l’altro le aspettative sulle entrate previste nelle casse comunali di Roseto con l’introduzione dell’imposta di soggiorno, in realtà meno della metà di quelle preventivate, sarebbero notevolmente inferiori al danno di immagine che ne riceverebbe il turismo rosetano e l’intero settore».
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