Tassa turistica, solo 80mila euro investiti sulle manutenzioni

Quasi la metà destinata alla riqualificazione di piazza Ungheria, 260mila euro spesi per gli eventi Per gli albergatori i conti non tornano: «C’erano accordi con il Comune sul recupero di viale Roma»
ROSETO . Dei 340mila euro introitati con la tassa di soggiorno solo 80mila sono stati destinati alle manutenzioni. A comunicare questi dati è l’assessore alla manutenzione e all’ambiente Nicola Petrini precisando che 30mila euro circa sono necessari per la riqualificazione di piazza Ungheria, dove in questi giorni si sta effettuando la potatura delle piante.
«Si farà anche la riqualificazione del verde e dell’impianto di illuminazione», aggiunge Petrini, «abbiamo preso questa decisione perché piazza Ungheria è l’ingresso della città da sud ed è giusto che sia il più curato possibile. D’altronde la tassa di soggiorno la versano i turisti ed è giusto presentare la nostra città, in vista della prossima stagione estiva, al meglio». Secondo le dichiarazioni di Petrini, dunque, 260mila euro sono stati spesi per la promozione turistica e le manifestazioni estive dell’estate 2018, una cifra forse spropositata rispetto all’offerta ricevuta secondo il presidente dell’Ara (associazione albergatori) Adriano De Sanctis. «A me sembra strano», dice De Sanctis, «non credo siano le cifre giuste, anche perché in una riunione con l’amministrazione si era concordato di destinare gran parte di questi introiti per il rifacimento del primo lotto di viale Roma». In effetti sia il sindaco Sabatino Di Girolamo sia lo stesso Petrini più volte hanno affermato l’intenzione dell’amministrazione di riqualificare viale Roma dall’hotel Liberty fino a via Thaulero, per il cui intervento però sono necessari ben 255mila euro. «L’intervento su viale Roma è rimandato a settembre come già avevo detto qualche settimana fa», spiega Petrini, «e per farlo attingeremo in parte agli introiti del contributo di soggiorno del 2018 e in parte quelli del 2019, ma credo siano necessari anche ulteriori fondi, per cui probabilmente bisognerà accendere un mutuo». In merito però a come destinare gli introiti non c’è stato un vero confronto tra amministrazione e operatori turistici, che hanno dovuto accettare la volontà dell’amministrazione. «La tassa è applicata sui turisti», afferma De Sanctis, «ma siamo noi che la incassiamo per poi girarla al Comune. Sarebbe stato il minimo convocarci e quantomeno chiedere dei consigli su come spendere questi introiti, poi è chiaro che la decisione finale spetta all’amministrazione. Ciò che chiediamo è solo un confronto su questi temi, importanti per la città di Roseto». Gli operatori turistici comunque, insieme ai consiglieri d’opposizione, hanno fatto ricorso al Tar contro l’introduzione della tassa di soggiorno e l’esito dovrebbe arrivare nei primi giorni del 2019: in caso di accoglimento del ricorso, il Comune di Roseto sarebbe costretto a restituire ai turisti tutti gli introiti della tassa.
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