Team, fiumi di soldi spesi per portare i rifiuti fuori regione

18 Marzo 2016

La società su differenziata e costi del servizio: «Ogni punto percentuale in più fa guadagnare 30mila euro sulla tariffa»

TERAMO. A un anno dal nuovo calendario entrato in vigore per la raccolta "porta a porta", il presidente della Teramo Ambiente Pietro Bozzelli mette sul tavolo le percentuali della raccolta differenziata raggiunta nel capoluogo, che oscillano dal 60% al 65%, e apre uno spaccato significativo sui costi che impattano sulla Tari dei teramani e danno il senso reale di quanto le percentuali siano significative: basti pensare che la variazione di un punto percentuale si traduce in 30mila euro in più sul totale della tariffa. La virtuosità dei cittadini, nell'ottica di quei costi fissi da sforbiciare, fa la differenza, visto che Bozzelli sostiene che la Team paga 500mila euro all'anno per il solo conferimento dell'organico, ma che fortunatamente la stessa cifra viene corrisposta alla Team dai consorzi per l'ottima qualità della plastica e del vetro conferiti. Dunque spingere sulla differenziata diventa una leva significativa per ridurre la Tari, visto che la carenza di impianti in Abruzzo costringe la Team a spendere fiumi di soldi per il trasporto dei rifiuti altrove.

Una scelta obbligata secondo il direttore dei servizi Pierangelo Stirpe, che proprio sui problemi del Cirsu e dello stop all'organico ha puntualizzato che la Team è stata lungimirante. «Avevamo già rilevato che le autorizzazioni di quell'impianto erano insufficienti e abbiamo preferito andare altrove. Le cronache», ha detto Stirpe, «ci hanno dato ragione». Solo per l'organico, che l'azienda trasferisce negli impianti del Molise e in Emilia Romagna, si percorrono 192mila chilometri all'anno il cui costo si aggiunge ai 500 mila euro che la Team paga all'impianto, mentre il conferimento dell'indifferenziato, portato all'impianto di Chieti che ha il trattamento meccanico biologico, costa all'azienda un milione e 500mila euro all'anno. Ecco dunque che ridurre la produzione di rifiuto secco indifferenziato a favore di carta, vetro e plastica si traduce nel vero fattore chiave per la riduzione della Tari. Bozzelli a titolo di esempio spiega che la plastica i consorzi la pagano dai 270 ai 400 euro a tonnellata: «Ecco perché», dice, «i punti percentuali sono così significativi, ed è per lo stesso motivo che stiamo incentivando ancora altre forme di differenziazione come quelle per i toner e le vernici».

Per Bozzelli la riduzione del Piano economico e finanziario del servizio da 12 milioni e mezzo di euro a 11 milioni rappresenta dunque un traguardo importante, ma ulteriori limature potranno venire fuori dalla discussione del piano industriale che approderà oggi in consiglio d'amministrazione. Tra i temi c'è anche il riassorbimento dei lavoratori visto che a giugno scadrà la mobilità e l'azienda è chiamata a ricollocare il personale. Per Bozzelli il primo strumento a disposizione è quello dei prepensionamenti: alcuni sono già stati effettuati, ma l'azienda è intenzionata a valutare in punta di legge altre posizioni fermo restando che il piano industriale deve ricevere un indirizzo dall'assemblea dei soci.

Marianna De Troia

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